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sabato 23 maggio 2015

Inchiostro

"Non è la fede che ha cambiato la mia vita ma l'inchiostro."


 
 
 
Ogni volta che nella mia vita qualcosa non funziona come dovrebbe. Ogni volta che ho bisogno di cercare risposte. Ogni volta che ho qualcosa da dire, trovo sempre rifugio nell'inchiostro.
Da adolescente un semplice quadernino si trasformava in un fedele amico. Mi svuotavo completamente indirizzando ogni mio scritto ad una persona inventata. Ho scritto un'infinità  di lettere che non dovevano essere spedite a nessuno. Rimanevano nel mio cassetto. Avere una pagina bianca da riempire con tutto quello mi passava per la testa era confortante. Avevo un amico sempre a portata di mano.
Poi un giorno decisi di fare un bel falò e di non tenere mai più un diario. Ma le parole, non mi abbandonarono mai. Inizia a cercare me stessa nelle parole degli altri. Mi ero specializzata in traduzioni di canzoni inglesi e univo l'utile al dilettevole. Non badavo tanto al genere. L'unica cosa che contava era l'emozione che ogni testo mi trasmetteva. Quest'abitudine non l'ho mai abbandonata. Spesso ascolto la stessa canzone per settimane perché riflette perfettamente quello che provo.
 
 
Dalla musica sono poi passata alla letteratura. Ci sono arrivata grazie a mio nonno. Lui è stato un buon esempio. Quando andavo a trovarlo era seduto sempre sulla stessa sedia a leggere.
Un giorno lo accompagnai a Roma, in ospedale, e al ritorno ci fermammo in un mercatino. Lui era tutto concentrato nella ricerca di qualche libro ed io sbircia tra i vari titoli. Ne vidi qualcuno che poteva incuriosirmi ma non dissi niente. Mio nonno però se ne accorse. Mi venne vicino e mi disse "Scegline uno, te lo regalo". Era il mio primo libro e non sapevo bene come scegliere. Alla fine seguii il mio istinto, mi rimaneva solo quello. Il libro era "Le creature del buio" di Stephen King.
Lo lessi durante le vacanze estive (avevo sedici anni) e fu subito amore. Tutt'ora sono una lettrice del Re e posso dire che quel giorno il Ka (una versione kinghiana del Karma) era favorevole.
Penso spesso a mio nonno e se fosse ancora qui avrei molte più cose da condividere con lui.
 
 
Sto passando un periodo pieno di colpi di scena. Molti positivi ed altri un po' meno. In questi giorni ho avuto spesso la voglia di scrivere diverse lettere e puntualmente non l'ho fatto. Anche se è l'unico mezzo che ho per esprimermi spesso ho paura di riempire una pagina bianca. Riuscirò a dire quello che voglio? Ma soprattutto, riuscirò ad aprirmi completamente?
E' facile ritrovarsi nelle parole degli altri ed è estremamente confortante perdervisi. Quando invece devi trovare le giuste parole dentro di te, tutto diventa più difficile. Il rischio è di perdersi veramente. Ma io stasera sono andata a china town e tutto è già più chiaro.
 
 
 
 

"Il luogo non è molto distante. L'inchiostro scorre al posto del sangue. Basta una penna e rido come fa un clown. A volte la felicità costa meno di un pound."