mercoledì 11 novembre 2015

La giusta connessione

La musica ha da sempre il potere di alleviare la nostra anima nei momenti di sconforto, o semplicemente ci aiuta a rendere i momenti felici ancora più gioiosi.
C'è un evento, in Italia, in cui tutto ciò è possibile. Centinaia di persone lo attendono per tutto l'anno e si preparano ad una connessione reale. Quest'evento è il Gospel Connection. Gospel vuol dire "parola di Dio" ed i testi della musica gospel sono brani presi dalla Bibbia o sono dei ringraziamenti a Dio per tutto l'amore che dona. Il gospel nasce quando gli schiavi neri, costretti a lavorare nelle piantagioni americane, cantavano per liberare la loro anima oppressa.

Che cosa si fa al Gospel Connection?
Il GC è un workshop di musica gospel che dura quattro giorni. Degli insegnanti arrivano direttamente dall'America per donare all'Italia i segreti di questo straordinario genere musicale. Ma il Gospel non è solo musica, è uno stile di vita. Mio fratello vi partecipò per la prima volta l'anno scorso e tornò a casa carico di buoni propositi. Non ha fatto altro che parlare di quest'esperienza tutto l'anno. Ho deciso così di accompagnarlo al GC 2015.

Quest'anno il GC si è svolto ad Assisi dal 29 Ottobre al 1 Novembre. Città per eccellenza della pace. Il luogo giusto per spegnere il cellulare e provare a connetterti con chi ti sta intorno.
Il corso si è svolto all'interno dell'hotel Domus Pacis, vicinissimo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Io sono una pessima cantante e quindi non vi posso dire come si svolgono le lezioni ma quello che vi posso dire è come gli insegnanti ti tramettono la loro gioia di vivere.

Il GC è una grande famiglia.  Ci sono persone che partecipano da anni ed altre che invece vi ci si ritrovano quasi per caso, ma tutti ti accolgono come se non aspettassero altro che te.
Gli insegnanti fanno parte della chiesa Battista e alcuni di loro sono dei pastori, altri sono dei ministri.
Il venerdì sera mio fratello torna all'appartamento dove alloggiavamo e mi dice: "Stasera vieni con me, c'è la messa."
Io che vado a messa solo per matrimoni e funerali mi sono spaventata. Non sapevo cosa aspettarmi. In un certo senso ero in ansia perché ero divisa tra la voglia di conoscere un'altra cultura e tra la paura di sentirmi inadeguata. Assistere alla Spiritual Night da agnostica in un gruppo di persone che credono in Dio. Provate a mettervi nei miei panni.

E se vi dicessi che mi sono sentita a casa ci credereste? La "messa" è iniziata con gli insegnanti che cantavano. Le loro voci pazzesche mi hanno tranquillizzata e ansia e timori sono svaniti. Attraverso le loro voci diffondevano energia positiva. Poi hanno invitato anche noi a cantare e, con mio grande stupore, il fiato dalla mia bocca usciva nella direzione giusta. Si perché io parlo e canto sotto la doccia con l'aria in entrata. Per questo canto come una gallinella. Invece quella sera sono riuscita a cantare e ad essere intonata. Si è stupito anche mio fratello che tenta da anni di farmi capire come si respira. "Questi qui sono capaci di far cantare anche le pietre", mio fratello ha pienamente ragione. Quello che spesso manca negli insegnanti è la passione. La voglia di trasmettere l'amore per quello che stanno insegnando. Invece al GC l'amore e la passione vengono prima di ogni cosa. Ogni partecipante è accolto come un fratello e viene spinto a credere in se stesso e nelle sue capacità.
La Spiritual Night è stata una serata di canti e benedizioni. Il potere della connessione ha generato energia positiva. Io ne ho tenuta un bel po' anche per me. Per mio fratello il GC è un modo per staccare la spina e ricaricare le batterie. La carica dura un anno intero.

Il terzo giorno di lezioni è anche il grande giorno. Il giorno del concerto finale. Durante la mattinata Nicol Porter, insegnate e ministro, avrebbe scelto quattro persone che si sarebbero esibite come solisti. Il mio caro fratellino aveva sperato tutto l'anno di poter essere scelto perché quest'insegnante gli era rimasta nel cuore, infatti ha anche una sua foto vicino al letto. Sperare e veder avverati i proprio sogni non è proprio una cosa semplice. Invece quando il microfono arriva a lui e canta Nicol gli chiede il suo nome e viene scelto. Il suo sogno è diventato realtà. Ma non è tutto rose e fiori. La canzone viene provata solo per poco tempo ed il concerto ci sarebbe stato poche ore dopo. Inoltre la canzone durava dieci minuti. In quei minuti bisognava anche improvvisare. Non potete immaginare come si sentiva. Quando è tornato nell'appartamento mi ha detto "Il mio sogno si è realizzato ma ora come faccio ad imparare la canzone, e se sbaglio sul palco?". Insomma, ha passato tutto il tempo a girare per le stanze ripetendo la canzone e cercando di imparare la sua parte. Ad un certo punto si è buttato sul letto e mi ha detto: "Che ansia, perché mi hanno scelto?!". Tentare di rassicurarlo era inutile, ma c'ho provato in tutti i modi.

Il concerto finale. Il concerto per loro è quello per cui hanno lavorato, è il momento in cui possono far partecipi gli altri della bella esperienza che hanno vissuto. E' il momento in cui vi possono mostrare chi sono e quanto amore provano per il Gospel.
Ho ritirato il mio biglietto al botteghino del teatro Lyrick di Assisi, terza fila a sinistra del palco. Mi guardo un po' intorno e vedo poche persone. Il teatro è grande, ho paura che non si riempirà. Ho paura che ci siano poche persone. Poi piano piano ognuno prende il suo posto ed io, con la solita ansia che m'accompagna ovunque, attendo che si apra il sipario. Alle 21:20 circa il concerto ha inizio. Sul palco c'è solo Rodney Hubbard alla tastiera, mi chiedo dove siano finiti gli altri insegnanti ed il coro. La canzone è molto bella, la voce di Rod anche. Poi ad un tratto la voce cambia e non è più Rod a cantare. Ma dov'è quest'altra persona? La voce arriva alle mie spalle, mi giro e vedo Pastor Ronald Hubbard  in mezzo al pubblico e mi accorgo così che il teatro è quasi al completo. Saltano fuori dal nulla anche Pastor Keith Moncrief ed i ministri Trini Massie e Nicol Porter.
Arriva anche il coro e lo stupore nel sentirli cantare così bene dopo soli tre giorni di prove è grande. Tutti insieme sono una forza della natura. Poi sento le note della canzone assegnata a mio fratello Claudio e ad Anna Chiara. Nei loro volti c'è sicuramente preoccupazione ma quando la musica parte niente riesce a fermarli. Riescono a dare il meglio di loro e a cantare come se quella canzone la conoscessero da sempre. Ero emozionata e felice per il piccolo grande traguardo di mio fratello che è riuscito a trasformare in note quello che ha nel cuore.
Il concerto continua e gli insegnanti dirigono a turno il coro. Alcune canzoni erano umanamente impossibili eppure il coro è stato "divino". Inoltre Pastor Ron è una persona iperattiva ed ha cercato di farci alzare dalle poltrone. Ci è riuscito benissimo perché è volato tra il pubblico a ballare con gli spettatori. Un concerto che è stato insieme una festa ed un evento carico di energia spirituale.
Il momento che mi è piaciuto di più è stato quando Ron ci ha invitati a cantare ed il pubblico si è trasformato in un vero e proprio coro. Siamo diventati parte del concerto, noi volevamo solo starcene seduti comodi ad ascoltare il Mass Choir ma con degli artisti così è impossibile.
Il concerto si è chiuso con il coro che si è spostato tra le file della platea cantando Total Praise, il loro Amen ci ha abbracciati tutti ed ha dato una bella scossa alla nostra anima.

Che cosa mi ha lasciato il Gospel Connection?
Sono partita con mio fratello perché l'anno prima non ero riuscita ad andare al concerto finale e mi ero sentita quasi in colpa perché a Claudio quell'esperienza aveva cambiato la vita. Ad Assisi volevo esserci, non volevo che mio fratello si affacciasse alla platea e vedesse un posto vuoto. So quanto è importante pe un artista la vicinanza ed il giudizio di una persona che ti vuole bene. Ti possono ascoltare mille persone, ma se non ti ascolta qualcuno che fa parte della tua vita non riesci a cantare bene per nessuno.
Quando lui era a lezione io mi aggiravo per le strade di Assisi e a darmi il benvenuto è stata una bambina, "Ciao. Come sei bella". Da quel momento si è acceso qualcosa in me, ho iniziato a pensare che Assisi aveva tanto da darmi. Così è stato. Ho visitato la città da sola ed in completa tranquillità. Anche se non credo in Dio mi sono fermata un po' in ogni chiesa ed ho pensato a tutte le persone che fanno parte della mia vita. Ho avuto un pensiero positivo per tutti quelli che mi stanno più a cuore. Ero completamente sola ed allo stesso tempo non lo ero. Ho camminato molto, mi sono guardata intorno e mi sono guardata dentro. Chi mi conosce sa che l'ansia mi accompagna sempre. Era con me anche questa volta ma sono riuscita ad avere dei pensieri positivi e ad essere serena. Le vie di Assisi e di Santa Maria degli Angeli profumavano di incenso e di rose, non potete capire quanto questi odori riuscissero a rilassarmi. Intorno a me c'erano persone gentilissime. Assisi è la città della Pace e trovarla è stato davvero facile.
La domenica sono riuscita a parlare con Nicol Porter e con Trini Massie perché ho fatto da interprete a mio fratello, Claudio e l'inglese non vanno d'accordo. Trini ed il suo sorriso mi hanno travolta, era contento di conoscermi. Lui era contento. Da non crederci. Anche Nicol è stata molto carina e si è commossa quando ha letto una piccola lettera che mio fratello le ha lasciato. Tutti e due si sono complimentati con lui e gli hanno detto di continuare a studiare. God bless you. Questo è stato il loro saluto.
Il loro modo di evangelizzare è completamente differente dal nostro, per loro non è importante chi sei, cosa fai e in che cosa credi. Quello che conta è l'amore che riesci a dare. Se sei una persona con un cuore grande avrai dalla vita tutto quello che vorrai. Pensavo di essere diversa da loro perché non ho un Dio ma in realtà sono molto più vicina a loro di quanto pensassi perché lavoriamo tutti per lo stesso scopo. Fare in modo che al mondo ci siano molte più persone realmente connesse tra di loro.
Last but not least, a condividere questa esperienza con me e mio fratello c'è stata un'altra persona. Questa persona è una donna con la quale è stato bello svegliarsi la mattina, pranzare e cenare. Riuscivo con lei a parlare di tutto, di argomenti importanti e di frivolezze tanto che mi dimenticavo di quello che stavo facendo. Mi ha detto che sarei stata per loro un "angelo custode" e così è stato. Tutto quello che ho fatto per loro non mi è pesato perché loro hanno fatto molto per me.
Quest'esperienza mi accompagnerà per tutto l'anno, il countdown per il prossimo GC è iniziato. Potete iniziare a contare anche voi che non ci siete mai stati. Una grande famiglia vi attende.





Seguite la mia pagina facebook per vedere le foto fatte ad Assisi ed i video del GC, non riesco a caricare niente qui sul blog. Sorry.