sabato 28 marzo 2015

In gita al faro di Ventotene

Gita al faro è il titolo di un libro di Virginia Woolf, il primo che leggo di questa autrice. La storia è ambientata sull'isola di Skye (Scozia) dove la famiglia  Ramsay ,abbastanza numerosa, passa le vacanze estive insieme ad amici e conoscenti. La signora Ramsay spicca per il suo carattere forte e per il suo infinito amore per la vita, ma devo dire che tutti i protagonisti sono ben delineati e la Woolf ci permette di ascoltare i loro pensieri. In questo modo siamo sempre partecipi delle sensazioni che ognuno dei protagonisti prova nelle diverse situazioni. 
Il mio personaggio preferito è la pittrice Lily Briscoe perché già dalle prime pagine si intuisce che tipo di donna è, una donna autonoma e decisa. Anche se i suoi quadri non sono dei capolavori, lei continua a voler dipingere e a migliorarsi. Nella terza parte del libro la vediamo alle prese con un dipinto che fatica a finire, un dipinto che racchiude molti ricordi. La pittura diventa così un modo per non dimenticare.
 
"E, nell'attingere alla tinta azzurra, attingeva anche al passato"

Il faro lo scorgiamo solo in lontananza ma sarà sempre presente durante tutto il racconto. Diviene oggetto di discussione tra i coniugi Ramsay ed è un pretesto per mostrarci due visioni differenti della vita. La signora Ramsay è ottimista riguardo alla gita al faro prevista per il giorno successivo a quello dei fatti narrati e rassicura suo figlio James. Mentre il signor Ramsay non illude suo figlio e gli dice che la gita non si farà a causa del maltempo. La madre coltiva nel figlio la speranza, il padre la uccide sul nascere.
Non vi racconto altro e vi consiglio di immergervi in questo quadro famigliare perché ne resterete ammaliati.
 
Isola di Skye-Scozia
 

La prima parte del titolo del mio post ve l'ho spiegata, ora vi parlo di Ventotene. Che cos'ha in comune quest'isola con quella della Woolf? Un faro, direte voi.  Non solo, dico io. Questa piccola isola laziale ospita da qualche anno degli scrittori che in estate si lasciano ispirare dalla sua bellezza. Diventano degli isolani per una settimana, al termine della quale devono aver "dipinto" l'isola attraverso le parole. I racconti vengono poi letti al pubblico in una serata che conclude l'iniziativa. Il festival si chiama proprio "Gita al faro". Vi invito a visitare la pagina facebook del festival letterario. Potrete contribuire alla raccolta dei fondi che serviranno alla sua realizzazione. Potrete inoltre trovare le antologie che contengono i racconti delle scorse edizioni.
 
Io sono stata a Ventotene qualche anno fa e me ne sono innamorata. L'acqua è di un colore verde smeraldo e non si può fare a meno di immergervisi. Di notte il faro illuminava la mia camera e la mattina il panorama che potevo ammirare dalla mia finestra era paradisiaco. Visitate questa pagina per scoprire la sua bellezza e molto altro. 
Non fatevi scappare quest'occasione. L'isola e la letteratura vi regaleranno una ventata di serenità.  
 
 
Ventotene-Lazio-Italia
 
 

giovedì 19 marzo 2015

It comes the sun

Quando la primavera si avvicina io mi risveglio. Non amo molto le temperature basse. Preferisco potermi stendere al sole e farmi riscaldare. Oggi era una giornata ideale per fare quattro passi. Sono così corsa a prendere una mia amica e ce ne siamo andate in riva al mare (il mare è quello di Terracina).
 
 
 
Abbiamo chiacchierato e camminato con il vento tra i capelli ed il suono delle onde ci accompagnava. La sabbia brillava. Camminavamo su polvere di stelle. E come si fa a non restare ammaliati da tanta bellezza?!? Il mare all'improvviso non era più solo quello che stavo ammirando. Si era trasformato in tutti i mari in cui sono stata. Mi sono ritrovata a calpestare la melodiosa sabbia di Cala Violina (Toscana).
 
 
 
I pochi sassolini sulla riva si sono trasformati in quelli più piccoli e colorati dell'Isola del Giglio. Un'isola che tutti conoscono per la tragedia della Concordia ma che è un vero gioiello. L'acqua è ricca di sali minerali che lasciano la pelle morbidissima. La sabbia è rossa, o meglio, color terra di Siena.
 
 
L'azzurro del mare si è intensificato fino a diventare dell'azzurro paradisiaco della splendida isola di Favignana (Sicilia). Un luogo che ti regala una pace interiore. Un mare nel quale la mente si libera dai pensieri negativi per lasciare spazio alla tranquillità assoluta.
 
 
 
E' pazzesco come una semplice passeggiata possa far riaffiorare mille ricordi. Le vite di noi italiani, e non solo, sono legate a questa meraviglia della natura e come dice Baricco:
"Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà."
Siamo noi a costruire i nostri ricordi e quelli legati al mare me li voglio tenere stretti. Me li porterò dietro nascosti all'interno di una  luminosa conchiglia.




 


 

martedì 17 marzo 2015

Who I am


Nel mio calderone ci sono quindi un'infinità di interessi, di desideri e di emozioni. Inoltre il mio è uno "Strange Pot" perché è quello che gli altri pensano di me. "Quella lì è proprio strana". Non so quanti di voi se lo sono sentito dire, io me lo sento dire continuamente. 
Se vorrete seguire il mio viaggio nel mondo virtuale sarò lieta di mostrarvi di quali colori si anima il quadro della mia vita. Dal nero al bianco, le "sfumature" ci sono tutte. 
Chi sono? Difficile dirlo, me lo chiedo continuamente. Proprio per questo ho scelto per il nome del mio blog un'espressione americana che rappresenta bene la mia personalità. Il termine "Melting Pot" è usato per indicare il miscuglio di culture che si crea nella grandi città o nelle metropoli come New York.
Sin da piccola sono stata abituata a confrontarmi con realtà diverse. Sono cresciuta nel sud Italia, dove vivo tutt'ora, ma mia madre è veneta. Trascorrevo le vacanze estive al nord ed il contatto con un dialetto totalmente diverso dal mio mi costringeva ad adattarmi e a cercare sempre di capire cosa diavolo dicessero. Questo piccolo sforzo mi ha portato poi ad apprezzare tutte le differenze e a volerle studiare. Sono infatti iscritta alla facoltà di Lettere della Sapienza e studio lingue e letteratura.
Per raggiungere il paese di mia madre facevamo un lungo viaggio in auto ed io ero sempre quella che rimaneva sveglia e guardava il paesaggio cambiare. Viaggiare mi piace moltissimo ma purtroppo non ho fatto molti viaggi. Dovendo in qualche modo supplire a questa mancanza mi sono avvicinata alla lettura. Sono una lettrice onnivora e sono riuscita ad arrivare, con la fantasia, in luoghi che voi umani nemmeno potete immaginare. La letteratura mi salva sempre, in ogni momento so che posso appellarmi a lei per risolvere ogni problema. I libri contengono risposte e riescono allo stesso tempo a farti porre delle domande. I libri aprono porte e attraverso loro io riesco ad esplorare sempre nuovi orizzonti.

lunedì 16 marzo 2015

Rose Madder

Cosa c'è di meglio di una coperta ed un tè caldo in queste giornate di pioggia? Direi niente. Ma siccome sono una lettrice ci aggiungo un libro. Uno qualsiasi? Naturalmente no. Il libro di cui vi parlo oggi è Rose Madder di Stephen King.
Lo zio King è il mio autore preferito ma ,non avendo letto ancora tutti i suoi libri, ho sempre un'ampia scelta quando devo iniziare a leggerne uno. Rose Madder l'ho scelto perché sapevo che parlava di violenza sulle donne. L'ho scelto inoltre perché molte persone l'avevano giudicato positivamente. Ho iniziato quindi a leggerlo con molto entusiasmo e speravo di poterlo finire in pochi giorni. Purtroppo non è stato così.

Già dalle prime pagine si avverte un'intensa sensazione di orrore. L'orrore che si prova non per i mostri disumani ma quello per i mostri umani. Il mostro in questo caso è Norman Daniels un agente di polizia sposato da quattordici anni con Rose McClendon. Il loro matrimonio è costellato da episodi di violenza e a farne le spese è sempre ed unicamente Rose. 
Ma questa giovane donna si sveglia una mattina con una nuova consapevolezza. Non vuole più sopportare tanto dolore. Una macchia di sangue sul cuscino le fa prendere la decisione di fuggire di casa. Durante la sua fuga troverà riparo in una casa famiglia composta da sole donne, la "Figlie e sorelle". Troverà qui altre donne che hanno avuto la sua stessa vita e riuscirà piano piano a ricostruire se stessa.


Per quale motivo ci ho messo quasi un mese a finirlo? Beh, perché questa è una storia tremendamente attuale. Nel nostro paese muore una donna ogni tre giorni. Muore uccisa dal proprio marito, fidanzato, convivente e per ogni donna che muore ce ne sono altre centinaia che subiscono violenze. Stephen King è stato magistralmente abile nel descrivere la psicologia della vittima ed anche quella del carnefice. Ci sono infatti capitoli in cui abbiamo sotto gli occhi i pensieri di Norman. Questa doppia prospettiva rende la lettura molto intensa. E' un libro che risveglia le coscienze. Un libro che ti mette di fronte ad una cruda realtà che nessuno dovrebbe ignorare.

  "Non sono i colpi che ci hanno inferto quelli che contano, ma quelli ai quali siamo sopravvissute."