mercoledì 21 dicembre 2016

Il mondo fatato

Fate, folletti, gnomi, nani, streghe e stregoni. Se queste creature vi incuriosiscono ma non avete mai approfondito l'argomento, io ho il libro che fa per voi. Sto parlando del Trattato sulle fate, elfi, gnomi e altre creature fantastiche.





Il curatore del libro è Edouard Brasey che ci dice di aver tradotto una parte di un vecchio manoscritto del 1466, opera del maestro Ismael Mérindol che afferma di essere un Changeling, un figlio delle fate.
A darci tutte le informazioni sul piccolo popolo è proprio Mérindol che ci racconta i suoi natali e le avventure della sua vita. Ai racconti sulle sue vicissitudini si aggiungono gli incontri con le creature magiche che lo istruiscono con nozioni e con tante piccole storielle e leggende.


Grazie a questo libro potrete ritrovarvi con lui su un sentiero magico  nel quale vi saranno presentate e descritte tutte le diverse entità che popolano i quattro elementi. Le nozioni possono essere più o meno tecniche e tutte vi istruiranno al meglio.
Questo trattato è davvero un piccolo gioiello, di facile lettura ma di grande effetto; vi spingerà a volerne sapere sempre di più e vi ritroverete a navigare in Internet alla ricerca di altre informazioni. 



[Puoi acquistare il libro qui]


Le Moire di Scarlet Gothica



"Le fate sono associate all'idea di destino e di sorte, sia buona sia cattiva. Sono della stessa natura delle Parche, tessitrici di vite e di destini care alla mitologia romana. Gli antichi le rappresentavano spesso con in mano fiori, frutti e grappoli d'uva, simboli di abbondanza e prosperità."

venerdì 16 dicembre 2016

Libri sotto l'albero di Natale

Il Natale è alle porte e voi non avete ancora comprato i regali per i vostri amici lettori?

Non vi preoccupate, io sono qui per aiutarvi. Ho infatti scelto per voi cinque titoli che soddisferanno diversi gusti letterari.





Trama:
Sono passati 19 anni dal giorno in cui Harry ha sconfitto "Tu sai chi" ed ora è sposato ed ha tre figli, anche Hermione e Ron si sono sposati ed hanno due figli; in questa ottava storia vedremo i piccoli salire sul treno per Hogwarts ed iniziare il loro viaggio all'interno del mondo magico.
Per loro ci saranno sorprese e sfide come ce n'erano state per gli ormai grandi maghi. Albus (figlio di Harry), Scorpion (figlio di Draco) e Delphi (nipote del padre di Cedric) decidono di cercare una giratempo per poter salvare Cedric ucciso durante il Torneo Tremaghi. L'avventura ha così inizio.

A chi regalarlo:
Questo libro è adatto a tutti quelli che hanno amato la saga di Harry Potter, che l'abbiano letta o conosciuta attraverso gli splendidi film. La magia appassiona grandi e piccoli, è quindi un regalo adatto a tutte le età. Se avete amici che leggono poco ma che non si sono persi la saga al cinema questo è il libro giusto; essendo scritto come un copione teatrale è di facile lettura e può avvicinare i più pigri al mondo magico della fantasia.





Trama:
Vianne Rocher è una pasticcera e la sua specialità è il cioccolato. Vianne è una nomade e insieme a sua figlia Anouk si trasferisce in Lansquenet, un piccolo paesino, dove apre un negozio.
I suoi cioccolatini sono speciali e riesce, grazie a loro, a conquistarsi dei clienti fedelissimi. Ma non tutti la amano in paese, soprattutto il parroco che la ritiene una strega.

A chi regalarlo:
Potete regalarlo a chi ama andare controcorrente, a chi ha bisogno di una piccola spinta per credere in se stesso. Chocolat è un romanzo che parla di differenze, di pregiudizi e di persone che trovano la forza di combattere e di mettersi alla prova. Ovunque andremo ci sarà qualcuno che ci ostacolerà ma non dobbiamo permettergli di vincere.






Trama:
Questo libro è un saggio sugli ipersensibili ed analizza passo dopo passo il loro modo di pensare e di agire, le loro preoccupazioni e le loro ansie. Suggerisce delle strategie di miglioramento e cerca di ridare autostima a delle persone altamente sensibili.

A chi regalarlo:
Potete regalarlo agli amici che si preoccupano molto, che vivono nel passato e che non riescono a prendere decisioni in merito al loro futuro. Gli ipersensibili sono delle persone con delle grandi capacità che nonostante questo non riescono a sfruttare i loro lati positivi.





Trama:
Il libro è ambientato a Pietroburgo nel 1874 ed il protagonista è Jack. Il povero Jack nasce con il cuore ghiacciato e la sua levatrice trova un modo ingegnoso per salvarlo, applica al suo cuore un orologio a cucù. Questo meccanismo lo rende però molto fragile, e lo costringe a stare al riparo dalle emozioni forti. Ma quando l'amore apparirà nella sua vita tutto cambierà.

A chi regalarlo:
E' il regalo perfetto per chi ama le fiabe ma è un po' cresciuto. Regalatelo a chi come Jack ha un cuore gelato bisognoso di un po' di calore che gli dia la voglia di ricominciare a vivere.







Nathaniel Hawthorne-Tutti i racconti

Trama:
Questo volume raccoglie tutti i racconti di Nathaniel Hawthorne, padre della letteratura americana. Famoso per la sua Lettera Scarlatta, Hawthorne riesce attraverso i suoi racconti a liberare al meglio il suo spirito creativo ed il suo linguaggio poetico. I temi trattati sono diversi e i racconti (secondo me) migliori sono quelli che parlano del dono della creatività e dei suoi lati negativi.

A chi regalarlo:
Questi racconti sono adatti a chi ama i classici dell'ottocento e per chi ama scoprire il lato oscuro di ogni cosa. Alcuni racconti fanno concorrenza a quelli di Edgar Allan Poe ed altri invece sono carichi di poesia e di amore per la vita. Il lettore ideale è quello pronto a scoprire le luci e le ombre della scrittura di Hawthorne.

venerdì 2 dicembre 2016

Come un'isola


"La mancanza era tutto ciò che lui intendeva darle, e quel vuoto colmo di sofferenza si riempì di collera."


Trama


Monika M. ci porta, con il suo romanzo, nel mondo del BDSM. La protagonista è Lucrezia, una trentacinquenne che si affida ad un Master perché la aiuti a far riaffiorare dei ricordi di una  vita passata.
Lucrezia è convinta di essere stata una strega in una vita precedente e chiede a Victor (il Master) di torturarla con le stesse tecniche usate dall'inquisizione contro le donne che venivano accusate di stregoneria. Per un mese si trasferirà a casa di Victor il quale potrà disporre completamente di lei.

I temi trattati hanno acceso subito la mia curiosità ed ho letto il libro tutto d'un fiato per addentrarmi in un mondo che conosco davvero poco.
Cosa spinge una persona a volerne dominare un'altra? E cos'è che spinge una persona a voler essere dominata? Quali sono le tecniche usate dal Master per dominare sulla sua "slave"? Come ci si sente nei due ruoli?


"Il potere totale sull'altro è inebriante ed è l'emozione estrema."


L'autrice ci mostra il Master in azione, Victor mette in pratica delle tecniche per cercare di legare a sé Lucrezia. Le torture dovrebbero essere solo un mezzo per aiutarla nella ricerca del suo passato. Ma Victor è un dominatore, il gioco allora inizia a farsi serio.
Monika ci porterà a scoprire cosa si nasconde nella mente dei due protagonisti e ci mostrerà le reazioni di Lucrezia a questo gioco che credeva di poter controllare. 

Il mio parere



Il romanzo è scritto in modo semplice e diretto, si è spinti a continuare la lettura perché si è curiosi di vedere gli sviluppi di questo strano rapporto.

Come un'isola mi ha dato degli spunti su cui riflettere. Mi sono ritrovata a domandarmi se io mi sentissi più vittima o più carnefice e mi sono fatta anche delle domande sui miei legami amorosi. Spesso le donne si lasciano andare alla deriva perché si legano a uomini che non amano altro che sé stessi. Monika ci mostra come si comportano e ci mette in guardia. Credo che quest'ultimo sia un insegnamento di grande importanza.

Nonostante questi lati positivi, credo che manchi qualcosa perché il romanzo sia completo. Alle mie domande ho trovato delle risposte parziali. Avrei voluto che l'autrice si fosse addentrata maggiormente nel mondo del BDSM per svelarcene i segreti; avrei inoltre voluto che il legame di Lucrezia con la stregoneria fosse venuto maggiormente a galla. 

L'idea di base del romanzo è originale ed i personaggi sono ben delineati soprattutto dal punto di vista della loro psicologia, è però un peccato vederli poco "all'opera".
Il romanzo ha un grande potenziale che non è stato sfruttato fino in fondo e che poteva dar vita ad una storia veramente particolare.









giovedì 27 ottobre 2016

Librosità: Il Pavone, una libreria stra-ordinaria

Avete mai regalato libri ad Halloween?

Se non l'avete mai fatto sono pronta a suggerirvi il luogo perfetto dove potrete trovare libri orrendamente belli.





Cavalli alati, libri volanti e tante altre creature fantastiche vi daranno il benvenuto appena varcherete la soglia della libreria Il Pavone. Proprio in questo mondo fantastico ho scoperto i libri horror più belli che io abbia mai visto (non sto scherzando) ed ho scoperto i libri pop up. Quando si sfoglia un pop up i personaggi escono letteralmente dalle pagine. 
Nella vetrina de Il Pavone è in bella mostra un babau che vi fa la linguaccia.




E se sarete tanto coraggiosi da girare pagina ci sarà un altro mostro pronto ad accogliervi.


Se invece avete voglia di leggere una storia fuori dall'ordinario potete lasciarvi avvinghiare dai rossi capelli di due sorelle gemelle.


Legate inestricabilmente per i capelli, le anime di Lilo e Lila si nutrono l'una dell'altra. Unite combattono chi le vuole divise; ma cosa succede se a volersi separare è proprio una di loro?


Se amate invece i personaggi classici, potete sfogliare i pop up del Conte Dracula






e del Dottor Frankenstein.






O potete accettare un invito a cena nel palazzo della Bestia, saprà certamente accogliervi nel migliore dei modi.


E se la strega di Biancaneve collezionasse cuori? Vi piacerebbe conoscerne la storia? Un classico che viene reinventato e che sposta il focus sulla regina più amata/odiata delle fiabe.  




Nella notte degli spiriti e delle streghe andate a caccia di libri e di illustrazioni, perché la cultura fa ancora paura.  






La libreria Il Pavone si trova a Fondi (Latina) in Piazza Porta Vescovo 19.
Marianna (la libraia) sarà pronta a consigliarvi il libro più adatto a voi, ai vostri amici e soprattutto ai vostri bambini. Questo post è a tema Halloween ma in libreria sono presenti i classici della narrativa, le nuove uscite e tantissimi libri per bambini o per adulti che non vogliono crescere.  



mercoledì 12 ottobre 2016

Mostriamoci: L'abito di corte nella Francia del XVIII secolo

Gli abiti cambiano da epoca ad epoca e sebbene le mode ritornino, ci sono degli abiti che sono indissolubilmente legati ad un periodo specifico. Attraverso di essi riusciamo a carpire il gusto di una data società e riusciamo ad avere informazioni culturali e storiche. Le stoffe, i ricami, i motivi, i colori; tutti ci parlano di conquiste, di influenze culturali e di abitudini.


Gli abiti ospitati a Palazzo Caetani (Fondi) ci parlano della corte di Francia del XVIII secolo. 
Il primo pensiero che ho avuto entrando a Palazzo mi ha riportata al film con Kate Winslet Le regole del caos, ambientato a Versailles ai tempi del Re Sole.




Le epoche sono diverse ma l'associazione fatta dalla mia mente mi ha permesso di aggiungere emozioni alla mia visita. Gli abiti hanno preso vita e corpo nella mia immaginazione.



E se parliamo di immaginazione, io non posso fare altro che sognare di indossare quest'abito e di salire su una carrozza per andare a fare visita a qualche mia graziosa amica. 



Gli abiti sono tutti meravigliosi e sono impreziositi da spille, collarini, cappelli e da altri gioielli.


Tuffarsi nel passato non è mai stato così bello. Gli oggetti hanno valore solo se siamo noi a conferirgliene e questi abiti sono stati confezionati con cura e precisione. Paolo De Lellis è l'artista che li ha riprodotti e che ringrazio per avermi permesso di scoprire la bellezza della corte di Francia del XVIII secolo. 


  
"Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo."
Virginia Woolf 



venerdì 29 luglio 2016

Tale of tales #1: La figlia di Rappaccini

Nella rubrica "Tale of Tales" vi introdurrò nel mondo della short story e vi farò conoscere diversi autori.

Cos'è una short story?

Una short story è un racconto che può essere letto in una "single sitting", ovvero in una volta sola; la lettura non deve essere interrotta. Nella seconda metà dell' ottocento esplode in America questa "moda letteraria" ed il suo più illustre fautore è Edgar Allan Poe che specifica nei suoi scritti quali sono le regole da seguire per ottenere un buon racconto.
Ma il racconto di cui vi parlo oggi non è di Poe; la Figlia di Rappaccini è uscito dalla penna di Nathaniel Hawthorne.

L'autore


Hawthorne è conosciuto da tutti grazie al suo romanzo La lettera scarlatta ed in pochi conoscono le sue short stories, nonostante la sua produzione sia ampia.  
Ha scritto un centinaio di racconti molti dei quali composti durante i suoi solitary years, ovvero gli anni in cui recide il suo rapporto col mondo e si dedica all'arte. I temi della sua narrativa sono diversi; abbiamo dei racconti storici che ci descrivono il passato del New England, ci sono i racconti descrittivi nei quali il narratore osserva il paesaggio che lo circonda e poi ci sono i racconti legati al puritanesimo. Questi ultimi hanno varie sfaccettature ma in tutti predomina il senso della colpa e del peccato, l'eredità puritana pesa sulle spalle del nostro autore che non riesce a scrollarsela di dosso. Il peccato è "un velo nero" calato sui nostri visi. 

La figlia di Rappaccini


In La figlia di Rappaccini vediamo come il peccato pervada il racconto. Il Dottor Rappaccini è uno scienziato (nella narrativa anglo-americana ce ne sono molti) ed è un esperto botanico, usa le piante per produrre dei potenti medicinali e ne sperimenta l'efficacia. La sua casa è dotata di un giardino incantevole ed anche i fiori sono il frutto del suo ingegno. Il giardino potrebbe ricordarci l'Eden ma è ad esso antitetico perché non è creato da Dio.
Modificare le regole naturali piegandole alla propria volontà è uno dei peccati più grandi perché si tenta di sostituirsi a Dio, l'unico in grado di creare. I migliori racconti di Hawthorne sono proprio quelli dove i creativi hanno questo peso sulle spalle, creare è pericoloso e comporta dei rischi. 

Il monito della Bibbia è chiaro quando ci avverte che le colpe dei padri ricadranno sui figli, o almeno è chiaro per Hawthorne. 

La figlia di Rappacini è una bellissima fanciulla di nome Beatrice, a Padova (città dove è ambientato il racconto) tutti ne parlano ma solo in pochi hanno avuto l'occasione di vederla; alla fanciulla è infatti vietato uscire di casa. 
Giovanni Guasconti è uno dei "fortunati", arriva a Padova da Napoli per poter studiare all'università e si stabilisce in una camera dalla quale può ammirare il giardino di casa Rappaccini. 
Giovanni dapprima solo incuriosito, si invaghisce presto di Beatrice che sembra vivere in simbiosi con le piante del padre. 
La scelta del nome della fanciulla da parte dell'autore non è casuale, il nome è infatti angelico ed enfatizza gli attributi negativi che le verranno imputati nel corso del racconto.
Beatrice è  pura d'animo e di sentimenti ma è allo stesso tempo letale, è una dolce portatrice di morte. Cresciuta in sintonia con le piante paterne, e con una in particolare, ne ha assorbito il veleno. 
Rappaccini ha lasciato che il suo ingegno recasse danno a sua figlia dimostrando di non amare nient'altro che se stesso ed il suo potere. Beatrice è costretta alla solitudine proprio come lo è Hester Prynne (La lettera scarlatta), le due donne hanno una colpa da scontare e l'allontanamento dalla civiltà è la giusta pena.
Per chi commette il peccato e per chi, come Beatrice, ne subisce le conseguenze non c'è via d'uscita; non vi può essere redenzione per chi vuole impadronirsi delle leggi del creato. 

Non vi svelerò altro perché vorrei che leggeste il racconto e che entraste nel mondo oscuro e gotico di questo autore. Ho letto la metà dei suoi racconti e sono tutti un piccolo mondo da scoprire. Palazzi stregati, fantasmi, artisti maledetti; tanto orrore ma anche tanta bellezza, perché la narrativa di Hawthorne è un continuo contrasto tra il bello ed il brutto della vita e della cultura americana. 



Instagram: moiramadder

  
     

lunedì 25 luglio 2016

Librosità: Street art kafkiana


Librosità è una rubrica dedicata alle curiosità legate ai libri, ed oggi la voglio inaugurare parlandovi di Street art.




Questo murale, dipinto sula facciata di uno dei palazzi delle case popolari di Fondi (LT) da Sepe e Chazme, è il frutto di un festival che da qualche anno sta riqualificando diverse città italiane attraverso l'arte. Il festival è Memorie Urbane ed ogni anno artisti internazionali riempiono strade, vicoli e palazzi di opere d'arte uniche. L'arte diviene popolare e alla portata di tutti senza mai essere banale perché, come diceva Claudio Abbado:

"La cultura per i poveri non può essere una povera cultura." 


Cosa rappresenta? 

Per gli osservatori attenti, il soggetto è di facile comprensione. Lo è soprattutto per i lettori che hanno avuto l'angosciante piacere di aver letto Il Processo di Franz Kafka. L'uomo che si staglia in primo piano è il protagonista del romanzo: Josef K. 
La vita del povero Signor K. verrà stravolta da un'accusa a lui sconosciuta e passerà il suo tempo a capire quale reato abbia commesso. I suoi giorni sono permeati da un'angoscia costante e da un senso di smarrimento e di incertezza. Il romanzo si svolge in luoghi chiusi, in corridoi di palazzi di giustizia che costringono il lettore a prendere una boccata d'aria tra una pagina e l'altra, per alleviare il senso di claustrofobia che Kafka ci "regala".

Il lavoro dei polacchi Sepe e Chazme riesce a rendere viva e tangibile l'angoscia del Signor K che sta per entrare in uno dei palazzi in cui la sua vita viene frammentata, dove il suo io si carica di incertezze.   
E' un murale cupo, dalle tinte scure che se ne sta lì a ricordarci che alle nostre spalle c'è sempre un palazzo spigoloso e grigio pronto a risucchiarci e pronto a catapultarci in un labirinto senza fine.




sabato 23 luglio 2016

Nella buca del coniglio con Stephen King ed il presidente Kennedy.

Tornare indietro nel tempo. Un tempo storico ben preciso, un evento che cambierà la storia del mondo. Salvare un presidente: John Fitzgerald Kennedy. Se poteste tornare in dietro nel tempo, lo salvereste?


Instagram: moiramadder


Stephen King sfida di nuovo se stesso per regalarci un'avventura che ha il sapore di un viaggio tra i mondi in stile Dark Tower. In questo caso il viaggio è verso Dallas (città in cui Kennedy verrà assassinato) ed il libro è 2211//63.  
In alcuni dei sui libri precedenti ci sono dei personaggi che menzionano il presidente ed io ne voglio ricordare uno in particolare: Joe St. George.
Joe è il marito di Dolores Claiborne e possiamo definirlo un redneck perché ne ha tutte le caratteristiche: è un uomo rabbioso, razzista, un ubriacone, uno che si arrossa il collo facendo lavoretti sotto il sole. Ma la cosa che ci interessa è che Joe è un Repubblicano, sua moglie ci dice che sarebbe stato contento della morte di Kennedy. Stephen King ha disseminato i suoi libri di piccoli indizi, ci ha mostrato di che pasta erano fatti quelli che odiavano un presidente che si batteva per i diritti di tutti. In un suo discorso J. F. Kennedy disse:

 
«Già cento anni sono trascorsi da quando il Presidente Lincoln liberò gli schiavi e, tuttavia, i loro eredi, i loro discendenti, non sono ancora pienamente liberi. Non si sono ancora affrancati dai lacci dell'ingiustizia e dall'oppressione sociale ed economica. E questa nazione, con tutte le sue speranze e i suoi motivi d'orgoglio, non sarà pienamente libera fino a quando non lo saranno anche tutti i suoi cittadini.»


Ma torniamo  a 22/11/63. Il protagonista è Jake Epping un insegnante d' Inglese che verrà a conoscenza di un passaggio che conduce nel passato, quando lo si attraversa ci si ritrova nella Lisbon Falls (città del Maine dove vive il protagonista) del 9 settembre 1958. Il passaggio gli è stato mostrato da Al Templeton, proprietario di una tavola calda, che gli affida il compito di salvare il presidente. Jake si ritroverà a dover assumere una nuova identità per poter essere credibile e per poter trascorrere i cinque anni che lo separano dell'evento senza destare troppi sospetti. 
Una delle prime città in cui George Amberson (è questa la nuova identità di Jake) mette alla prova se stesso è Derry. Ed ecco che subito ci si ritrova a pensare ad It ed il viaggio assume tinte scure.

Non voglio svelarvi troppo perché vi renderei la lettura meno piacevole ma ci tengo a dirvi cosa ne penso di questo romanzo.
Prima di iniziare la lettura avevo passato un periodo in cui leggere era diventato un peso. Non riuscivo a farmi piacere nessun libro, anche 100 pagine mi sembravano un' Odissea.


E allora perché hai deciso di iniziare un libro che ne ha quasi 800?



Me lo sono chiesta anch'io. Era da tempo che desideravo leggerlo e l'uscita della serie tv mi ha dato una spinta in più. Inutile dirvi che mi è piaciuto da subito. Sono riuscita a leggerlo in poco più di una settimana.
Quello che ti spinge ad andare avanti e avanti con la lettura è la curiosità. E' la sana voglia di scoprire come andrà a finire Nel libro non ci sono mai punti morti, c'è sempre qualche mini missione da compiere per il nostro Jake/George, e c'è spazio sempre per i sentimenti. Il passato diventerà per lui un luogo in cui sentirsi a casa, un luogo in cui indossando una maschera riuscirà a tirar fuori il vero se stesso. George è quanto di meglio Jake possa diventare. 
Nella Lisbon Falls del 2011 Jake è un marito fallito, la sua ex moglie è un'alcolizzata; negli anni sessanta è invece un cittadino del Texas amato e rispettato. Riesce ad essere un uomo che sviluppa tutte le sue capacità mettendole a disposizione della piccola comunità di Jodie.



Piacevole è anche tornare agli anni sessanta; fare un tuffo in quegli anni e poterli vivere attraverso gli occhi di Jake/George è molto meglio che aprire un libro di storia perché abbiamo la possibilità di capire quanto fosse duro quel periodo storico. Stephen King ci racconta della disparità tra bianchi e neri e dei pregiudizi che colpiscono gli ebrei. Gli anni sessanta sono una bomba ad orologeria.   

22/11/63 è un romanzo che vi farà amare Stephen King (se già non lo amate) ed è un romanzo che vi condurrà in una avventura carica di suspense e di emozioni. E ricordatevi che:


"La vita è un lancio di monetina." 

domenica 15 maggio 2016

Il mondo dell'altrove

Nei giorni di pioggia si desidera ardentemente essere trasportati in altri luoghi. Io ho scelto di tuffarmi tra le pagine di un libro e mi sono avventurata ne Il mondo dell'altrove di Sabrina Biancu.






Il libro è una raccolta di racconti, per la precisione cinque. 
Il primo, Il ristorante della speranza, è un racconto di Natale ben costruito e per niente scontato, una storia che parla di amicizia e di gratitudine.  Dopo averlo letto ci si sente carichi di buone intenzioni e si ha voglia di scoprire cosa ci riserva il secondo racconto. In Rosy e l'anatroccolo la protagonista è una bambina capricciosa che fa amicizia con un anatroccolo speciale, il quale l'aiuterà a superare le piccole grandi difficoltà del crescere.
Proseguo la mia lettura e mi ritrovo in un giardino pieno di rose che nascondono un lato oscuro, tengono in pugno la vita di una madre che ha perso suo figlio. Tea verrà aiutata da Pietro, un bambino coraggioso che riesce ad infrangere il velo della solitudine che soffocava la vita della donna.
Ne Lo spirito della fonte Desideria ed André scopriranno che la bellezza è qualcosa di molto profondo e che l'apparenza non conta quando c'è l'amore.
L'ultimo racconto è disseminato di polvere stellare, la protagonista è una stella che tenta in tutti i modi di illuminare la vita di Irina. La piccola stellina sceglie di stare accanto ad una donna che non si ama più perché ha avuto una delusione d'amore.

 "Non tutto quello che di bello sappiamo fare è facile da dimostrare."

Questi racconti sono delle storie semplici e forse colpiscono proprio per questo. Ti permettono di guardare il mondo con positività. Riescono a portare il sole anche in un giorno di pioggia.
Sono adatti sia ad un pubblico adulto, perché risvegliano il fanciullo che è in loro, sia ai bambini perché sono molto educativi.

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venerdì 29 aprile 2016

Sperlonga, un borgo dipinto.

Tra i bianchi vicoli di Sperlonga, dai quali si scorge l'azzurro del mare, si respira un' aria carica di salsedine che mi riporta inesorabilmente in tutti i mari della mia vita. I ricordi legati al mare non possono non essere piacevoli così come è piacevole passeggiare in questo borgo dove, ad ogni angolo, c'è un gatto accovacciato pronto a fare le fusa (se non sta dormendo).  



Il cielo è di un grigio triste che non promette niente di buono, ma Sperlonga non perde nemmeno per un istante il suo fascino e così, proseguo la mia passeggiata e mi dirigo verso la Torre Truglia.



  
Dall'antica torre di avvistamento sono ben visibili la grotta di Tiberio e le isole. 






Arrivata alla Torre scopro che in questi giorni Sperlonga si dipinge di nuovi colori, il Festival internazionale acquerelli e pennelli è appena iniziato.
Sono quasi le 19:00 del 28 aprile quando viene servito l'aperitivo sulla bellissima terrazza panoramica della Torre. Assaggi di prodotti tipici e di spumante sciolgono l'imbarazzo dei presenti ed i sorrisi si accendo insieme al timido sole che tenta di squarciare le nubi con i suoi caldi colori.






Quando tutti gli artisti sono pronti ad inaugurare la mostra, scendiamo finalmente nella sala allestita per l'occasione. La stanza è piccola ma è satura di colori. Le opere sono davvero stupefacenti, i soggetti ed i paesaggi sembrano essere stati fotografati. Sui volti di chi ammira gli acquerelli si legge lo stupore, qualcuno mi chiede: "Secondo lei per questo dipinto è stata usata la sabbia?"; le opere non sono solo belle ma spingono alla riflessione, stimolano la curiosità ed aprono occhi che nemmeno pensavi di avere. 


I visitatori vengono da tutte le parti del mondo e ci si sente trasportati in luogo "altro", tanto che non ci si ferma solo a guardare i dipinti; la Torre diviene luogo d'incontro e di scambio di opinioni. L'arte unisce, al confine tra la terra ed il mare ci attende un altro universo nel quale si è felici di essere catapultati.



Il Festival  

Durante lo svolgimento del festival sarà possibile incontrare, negli angoli del borgo, artisti che dipingono. Inoltre ci saranno delle dimostrazioni di pittura che si svolgeranno presso l'Hotel Aurora. Enjoy it.