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mercoledì 21 giugno 2017

Diphylleia. Il ricordo. Un romanzo di Valentina Bonci.

"Chi era Aiyana? Chi era stata? Vuoto, soltanto vuoto nella sua mente. Un'aridissima distesa di niente era ormai il suo cuore, un mare di assenza la sua memoria. Eppure aveva qualcosa, ancorato all'anima, che non voleva morire, che non voleva precipitare nell'oblio. Qualcosa. Qualcuno. Doveva trovarla, doveva seguire quel richiamo, attenuare quell'incessante voglia d'amore. Doveva saziare il suo animo,riappacificare il suo cuore, doveva incontrarla, doveva chiederle chi fosse davvero"


 Trama

Protagonista di questo romanzo è Aiyana, una giovane ventenne che da tre mesi si trova in ospedale. Al suo fianco, ad aspettare che si svegli, c'è la nonna Karla che le fa compagnia tutti i giorni. Proprio come un principe Ben, l'infermiere, vorrebbe baciare la bella ragazza addormentata per vederla aprire gli occhi. Ma a fermarlo sono delle rose ed una lettera, arrivate ad Aiyana durante il suo ricovero. 

"Alla mia donna. 
Questo mese non una rosa sul tuo petto
 ma solo una parola: non ho mai smesso d'amarti, ti aspetto."  


Cosa succederà al suo risveglio? chi ci sarà ad aspettarla? 
Nelle gelide giornate di Duluth, nel Minnesota, un fiore è pronto a sbocciare. Aiyana dovrà prepararsi a ripercorrere il suo passato e a riscoprire cos'è che le fa battere veramente il cuore.

Il mio parere

Il racconto si apre con una scena violenta, una ragazza viene sbattuta contro una parete da un uomo e perde i sensi. Immagino che la storia continui a parlare di violenza, invece quando entriamo in ospedale la storia si distende. Aiyana è lì sul letto, in coma, e le uniche due persone che si prendono cura di lei portano nella stanza una ventata di tranquillità. La nonna Karla sarà l'unica certezza e l'unica guida che la ragazza avrà al suo risveglio, perchè Aiyana non ricorderà nulla del suo passato. 

Ho trovato la storia molto tenera e leggera, nonostante affronti temi davvero importanti, come la violenza e il rifiuto da parte della famiglia. Mi è piaciuta l'assenza di rabbia e il messaggio che Diphylleia vuole trasmettere; abbiate il coraggio di amare e di amarvi, l'accettazione da parte degli altri prima o poi arriverà. 

La scrittura è semplice e scorrevole, tranne per qualche frase forse ancora un po' scolastica. Ma l'esordio di Valentina Bonci è un buon inizio, sa di cosa vuole parlare e come vuole farlo. 

mercoledì 7 giugno 2017

L'elenco telefonico degli accolli. Zerocalcare si sfoga.

"Ecco, te lo ricordi quel vuoto assoluto tutt'intorno?
E la paura. Il terrore che un posto
per te forse nel mondo
non esiste?"



Trama

L'elenco telefonico degli accolli è il sesto libro del fumettista romano Michele Rech, in arte Zerocalcare
Il volume raccoglie sedici storie che l'autore ha pubblicato sul suo blog personale. A legarle idealmente, è il viaggio che Zerocalcare compie verso il monte Fato con tutto il fardello degli accolli in mano che tenta di tenere in equilibrio. 

Il mio parere

Divorata nel fine settimana, questa raccolta è davvero geniale. Zerocalcare affronta tutti i piccoli grandi problemi che affliggono la nostra generazione, quella di cui faccio parte pure io. La generazione dei ragazzi nati negli anni '80, cresciuti a pane e Dragon Ball e non ancora schiavi del demone della reperibilità. Quest'ultimo è la grave calamità che si abbatte su quelli che ormai possiedono uno smartphone e sono iscritti ai social networks. Il fumettista si lamenta scherzosamente del fatto di essere sempre reperibile e del fatto che se una persona ti vuole rompere le scatole a tutti i costi, ti stalkera su tutte le app esistenti di messaggistica.



Nel suo viaggio verso un immaginario monte Fato, lo vediamo prendere il treno, fare la fila all'imbarco dell'aeroporto e lo vediamo anche partecipare al premio "Brega" (in realtà ha un altro nome ma a noi ci piace così). 
L'ormai fedele Armadillo che impersona la sua coscienza, lo segue ovunque sempre pronto a dargli una scrollatina nel momento del bisogno.     
Gli amici più fedeli verranno impersonati da strambi animali e personaggi della cultura degli anni '90 faranno capolino di vignetta in vignetta, insegnandogli a prendere la vita con filosofia. Molta filosofia. 


Quello di Zerocalcare è un viaggio nel quotidiano, pieno di insicurezze, di domande, di impegni e di smadonnamenti davanti al PC. Entrare nel suo mondo vuol dire ripercorrere tutti i miti che ci hanno accompagnato nella crescita. Ognuno di noi potrà ridere di fronte alle verità che il fumettista non ha paura di raccontarci. 

La sua vita, come la nostra, è piena di cose da fare che la maggior parte delle persone non immagina nemmeno. Se non hai un lavoro fisso non significa che passi le giornate sul divano a poltrire. E comunque le serie TV, i videogiochi ed i libri hanno la loro dignità ed hanno bisogno delle giuste attenzioni. 
Non lo pensate anche voi? 

lunedì 5 giugno 2017

Lolita in Love.

"Cosa so, di lui, in effetti? Nulla, se non che
mi fa sentire come una casa con tutte le finestre e le porte aperte,
anche quelle che conducono in stanze in cui
non è mai entrato nessuno."


Trama

La lolita innamorata è Rainbow Day, una ragazza di diciassette anni che ama scrivere e vestire seguendo la moda tutta kawaii delle lolita. Il dresscode prevede camicette ornate da preziosi ricami o corpetti con disegni molto particolari. Le gonne ampie devono arrivare fino al ginocchio e le scarpe, con la punta arrotondata, sembrano rubate ad una bambola. 

Pagina Facebook: Lolitadress

Ma Rainbow tiene questi abiti meravigliosi chiusi in un'anta del suo armadio, come se fossero qualcosa di cui vergognarsi. 
Riesce ad indossarli solo la notte quando va al parco per restarsene un po' da sola. 
In una delle sue uscite qualcosa cambia, Tristan spunta da dietro una siepe e decide di volerla conoscere a tutti i costi. Si becca però una spruzzatina di spray al peperoncino, Rainbow si è spaventata nel vederlo sbucare all'improvviso e l'ha attaccato così. 

Rainbow è una ragazza responsabile, a scuola si impegna molto ed è una buona amica. Ma la sua famiglia è stata stravolta dalla scelta di sua madre di lasciare tutti per poter girare il mondo con la sua macchina fotografica. Rainbow è talmente arrabbiata che non riesce ad esprimere quello che veramente prova e finisce col rovinare il rapporto con il suo fratellino Oliver e con la sua migliore amica Chloe. 

Il mio parere

Rainbow è davvero adorabile. La passione per la letteratura, per la poesia e per le parole che sanno di "vecchio" la rendono interessante e fanno sì che ogni adolescente fuori dal comune si possa rispecchiare in lei. Ama creare mondi immaginari e spesso ci finisce dentro tanto da non riuscire più a distinguere il sogno dalla realtà. 

Lolita in Love è un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che non stanca mai. Restare in compagnia di Rain, Tristan, Chloe e gli altri personaggi è piacevole. Vedere la protagonista crescere ed affrontare i suoi problemi mi ha ricordato la mia adolescenza. Non è facile combattere con quello che si è e con quello che si vuole apparire. Questo romanzo ci insegna che liberare la rabbia e le paure è sempre la scelta migliore che si possa fare.

Teniamoci stretti i nostri sogni e non lasciamoci scappare le persone che amiamo solo perché non abbiamo il coraggio di affrontarle e di dirgli cosa pensiamo o proviamo veramente. 

Pagina Facebook: Lolitadress


Pamela Geroni ci ha regalato un romanzo elegante e fantasioso proprio come gli abiti della sua protagonista, è un vero peccato non leggerlo. 



"Non faccio nulla di che. Non mi spoglio nuda, mettendomi a ballare al chiaro di luna. Mi siedo sull’altalena e respiro. A volte riprendo a scrivere dal punto in cui mi ero interrotta nella mia stanza, facendomi luce con una pila. Oppure leggo il libro che ho portato con me. O penso a tutto, e a nulla,  finché l’ultima traccia di inquietudine si è placata e posso ritornare a casa.
No, non ho paura a starmene in piena notte in un parco abbandonato. A Fort Rose non accade mai niente. Per ogni evenienza, comunque, ho con me uno spray al peperoncino. Me l’ha regalato il nanetto, non so per quale ragione. Forse ritiene che anche una città come la nostra sia vulnerabile senza un supereroe a vegliare su di lei. In realtà, pur sapendo che sarei pericolosa solo per me stessa, con quella bomboletta in mano, averla mi fa stare più tranquilla. Mi è capitato di avvertire la fastidiosa sensazione di essere osservata. Del resto gli alberi sono pieni di uccelli notturni, e una volta ho scorto una civetta appollaiata su un ramo della quercia che sovrasta le altalene. Tutto questo per dire che no, nonostante il mio aspetto romantico, non sono una fanciulla suscettibile, che si spaventa per una sciocchezza.

Tuttavia, nell’istante in cui distinguo, nell’ombra, un paio di occhi decisamente umani posati su di me, urlo così forte che credo mi si squarcino i polmoni."



  

giovedì 1 giugno 2017

Librosità: vi presento le Pagine Viaggianti



"Do you know that books smell like nutmeg or some spice from a foreign land? I loved to smell them when I was a boy. Lord, there were a lot of lovely books once, before we left them go."


Nel mondo distopico di Fahrenheit 451, i libri sono proibiti ed una squadra di pompieri è sempre pronta a scovarli per poterli bruciare. Se foste dei bookeaters, degli appassionati lettori, che cosa fareste per poterli salvare? 

L'associazione romana Libra 2.0 ha già trovato una soluzione. In Italia molti libri finiscono al macero o vengono dimenticati in stanze polverose e lasciati morire, così la giornalista Monica Maggi ha dato vita alle Pagine Viaggianti. 
Grazie a questo progetto i libri vengono raccolti e distribuiti in giro per la capitale, riuscendo ad arrivare anche nelle altre province laziali. 

Ed è proprio grazie a questa iniziativa che la neonata associazione Demetra ha inaugurato martedì 30 maggio il suo primo bookcrossing. Situata nei vicoli del centro storico di Terracina, la sede di Demetra si è trasformata nel paradiso dei lettori. 



Se porti un libro con te, puoi prenderne un altro in cambio. Ma se ti stai avvicinando per la prima volta alla lettura e ti presenti a mani vuote, non ti preoccupare; prendi quello che vuoi ed inizia il tuo viaggio. 

Potete trovare libri di ogni genere, perfino in lingua inglese o tedesca. Grandi classici, gialli, thriller, libri per ragazzi e per bambini. Insomma, andate a dare un'occhiata. 
Il bookcrossing viene organizzato ogni 15 giorni, controllate la pagina Facebook dell'associazione per rimanere sempre informati e per scoprire quali sono le altre attività culturali che svolgono. 


"Un libro è un giardino che puoi 
custodire in tasca"


Il mio bottino

sabato 27 maggio 2017

L'ombra di don Calogero. Un racconto di Annalisa Pergolizzi.



Autore: Annalissa Pergolizzi
Pagine: 139
Formato: e-book
Prezzo: 0,99
Editore: self published












Trama


Clara La Rosa è una donna in carriera alla quale sembrerebbe non mancare niente. Ma un giorno, rientrando a casa, il suo passato torna a tormentarla; l'ombra di don Calogero la segue ancora. 

Dopo averci presentato la protagonista, la storia si sposta da Milano a Catania nel quartiere Picanello. Clara è cresciuta qui tra mille difficoltà e con il sogno di diventare una modista. Veniamo così catapultati nel racconto della sua infanzia fatta di violenze e di gravi disturbi alimentari. Il padre Federico è un uomo al servizio di don Calogero ed è pronto a vendergli le sue figlie per sdebitarsi con lui. 
Come ci è arrivata Clara a Milano? Lo scopriremo solo dopo mille peripezie e inseguimenti. 

Il mio parere

L'Ombra di don Calogero è un racconto lungo che si legge facilmente e che ci mostra una parte della città di Catania che non tutti conoscono. Dietro i bei negozi, i bei locali e le belle vie si nasconde un mondo crudele al quale sfuggire è difficile, se non impossibile. Grazie alla storia di Clara ho scoperto come funziona il traffico della prostituzione. Bambini e bambine vengono venduti dai loro genitori a don Calogero, come se fossero solo una cifra da restituire. L'infanzia per loro è solo un miraggio, gli sembrerà di poterla vedere fino a quando qualcuno non gliela strapperà di mano. 

Mettersi nei panni della protagonista non è per niente facile, ma soffrire per ciò che ha vissuto è automatico. L'autrice riesce a raccontarci la sua vita in tutta  la sua crudezza. I colpi di scena non ci lasciano un attimo di respiro, in questo racconto il male è sempre dietro l'angolo. 

Proprio per questo motivo il libro può risultare "poco rilassante". La tensione è continua, non abbiamo nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo che subito accade qualche altra sventura. 
Nonostante il racconto sia migliorabile sotto alcuni aspetti, la storia di Clara merita veramente di essere letta. Ci sono realtà che non riusciamo, o non vogliamo, vedere anche se ce le abbiamo sotto gli occhi. Questo racconto è un buon modo per guardare oltre le apparenze. 

sabato 20 maggio 2017

Wintergirls vs Ana e Mia.

"Non riusciva a sopportare l'idea che fossi malata.
Nessuno ci riusciva.
Volevano solo sentirsi dire che stavi guarendo, che eri in cura,
che un giorno sarebbe finita.
Se eri intrappolata nella malattia, avresti dovuto smettere
di fargli perdere tempo e crepare."

Instagram: @mystrangemeltingpot
Trama

Lia ha 18 anni, una famiglia divisa ed una malattia che la sta divorando; è finita nel vortice dell'anoressia.
Trasferitasi a casa del padre, e della sua seconda moglie (Jennifer), Lia deve seguire un programma molto preciso fatto di regole, di pillole e di visite psichiatriche; è uscita da poco dalla clinica dove è stata in cura.
Ma un evento improvviso le sconvolge la vita. Cassie, la sua migliore amica, muore in completa solitudine in un motel.

Il mio parere

Parlare di anoressia e di bulimia non è mai semplice. L'autrice di Wintergirls scava a fondo nell'animo di Lia mostrandoci la sua ossessione verso il cibo in modo crudo e duro.

"Il dolore dei tagli era diverso da quello che avevo dentro.
Mi aiutava a non pensare al fatto che
ero stata derubata del mio corpo,
della mia famiglia,
della mia vita..."

Cosa si cela dietro la disperata voglia di magrezza, dietro il conteggio delle calorie, dietro i vestiti larghi e i sorrisi finti?!?
Lia misura la sua forza interiore attraverso la sua resistenza al cibo. Più resiste e più si illude di essere in grado di superare tutto.
I traguardi sono numeri sempre più bassi segnati sulla bilancia, numeri che scendono giorno dopo giorno. Lia non si accontenta mai, Lia si vede sempre brutta, stupida, grassa.

L'unico suo appiglio è la sorellina Emma, che molto ingenuamente le lascia sempre qualcosa da mangiare. I bambini vedono molto meglio degli adulti.
E' proprio di questo che spesso ci si dimentica. Lia sa chi è suo padre, sa perché il matrimonio con la mamma è andato a rotoli e sa che lui non è cambiato. I silenzi, le bugie, gli abbracci mancati, le aspettative dei genitori; l'anoressia è tutto questo.
  
Un' anoressica è una ragazza cresciuta in fretta e in solitudine. Il corpo è il mezzo tramite il quale Lia grida aiuto. Quel corpo che sta per scomparire ha bisogno di essere nutrito di amore, ascolto e comprensione.


"La mia unica figlia stava morendo di fame
e io non riuscivo ad aiutarla.
Che genere di madre ero?"


L' autrice, Laurie Halse Anderson, non solo ci racconta in modo molto dettagliato tutto ciò che la protagonista vive ma riesce a farci capire anche quanto sia difficile per i genitori aiutarla.
Inoltre ,attraverso la storia di Cassie, scopriamo quanto l'anoressia e la bulimia possano essere pericolose per la salute di chi ne è affetto.


Wintergirls è un libro emotivamente forte che gela il nostro cuore per più di 300 pagine. Ma se davvero vogliamo vivere, c'è un sole dentro di noi pronto a riportare la Primavera.






mercoledì 17 maggio 2017

Kobane Calling. Zerocalcare lascia Rebibbia.




"Tutti uomini e donne che hanno
a cuore libertà e umanità,
oggi dovrebbero essere
a Kobane."


In questa graphic novel  Zerocalcare ci racconta il suo viaggio da Rebibbia a Mehser, un villaggio costituito da un centinaio di persone che si trova in Rojava (tra il confine turco e quello siriano). Poco distante da loro, a tre fermate di metro, si trova Kobane. Qui si combatte duramente contro l’avanzata dell’Isis.



Ma per il disegnatore romano si presenta subito un problema, ancora prima della sua partenza:

Chi glielo dice a mamma Zerocalcare?

Dopo aver accuratamente spiegato alla mamma il perché del suo viaggio, Zerocalcare ci porta direttamente all’interno del campo dove i combattenti possono riposare, e dove gli aiuti umanitari vengono smistati.

Il campo è gestito da una donna ed il messaggio che arriva dritto fino a noi è davvero importante. Siamo abituati a pensare che le donne islamiche siano tutte sottomesse e non in grado di decidere. A Mesher, invece le donne hanno degli incarichi di responsabilità. Sono donne decise a combattere per i loro diritti e decise ad insegnare agli uomini che cosa sia la libertà.


Ho adorato il modo in cui Zerocalcare ha saputo trattare un tema così delicato e spinoso allo stesso tempo. Oltre all’ironia che aiuta a sdrammatizzare, mi è piaciuta la contrapposizione tra la vita romana e quella del campo.

Riflettere su quello che per pigrizia ci rifiutiamo di fare ogni giorno (lavare i piatti, aiutare in casa) è importante, la cooperazione si insegna e si apprende in famiglia. Invece noi troppo spesso ce ne dimentichiamo. Quando il lavoro è svolto da più mani lo si finisce prima, con meno sforzo e sicuramente molto meglio.

Per costruire un mondo di pace e libertà ci dobbiamo rimboccare le maniche, ci dobbiamo organizzare e dobbiamo essere uniti.