lunedì 24 luglio 2017

Chester Bennington, il ricordo dei Linkin Park



Pochi giorni fa ci lasciava Chester Bennington, il frontman dei Linkin Park. Ora la band ha rilasciato un comunicato nel quale esprime il suo dolore e la sua gratitudine verso un grande amico.


“I nostri cuori si sono spezzati. Le ondate di dolore e di rifiuto stanno ancora attraversando le nostre famiglie mentre cerchiamo di realizzare quello che è accaduto”

“Hai toccato così tante vite, forse molte più di quelle che hai immaginato. Negli ultimi giorni abbiamo visto un’eruzione di amore e supporto, sia privato che pubblico, da ogni parte del mondo. Talinda e la tua famiglia lo hanno apprezzato, e vogliono che il mondo sappia che tu sei stato il miglior marito, figlio e padre; la famiglia non sarà più completa senza di te.”

“Quando parlavamo con te degli anni che avevamo davanti insieme, il tuo entusiasmo era contagioso. La tua assenza lascia un vuoto che non potrà mai essere riempito- una chiassosa, divertente, ambiziosa, creativa, gentile e generosa voce manca nella stanza. Stiamo cercando di ricordare a noi stessi che i demoni  che ti hanno portato via da noi erano sempre parte del contratto. Dopo tutto, era il modo in cui cantavi a proposito di quei demoni che ha fatto innamorare tutti di te al primo colpo. Li hai messi tutti in mostra senza paura, e facendolo, ci hai portati con te e ci hai insegnato ad essere più umani. Avevi un cuore grande ed hai provato a dimostrarlo”

“La nostra gratitudine per aver fatto musica è inestinguibile. Non sappiamo quale strada prenderà il nostro futuro, ma sappiamo che ognuna delle nostre vite è stata migliore grazie a te. Ti ringraziamo per questo regalo. Ti vogliamo bene, e ci manchi così tanto.”

“Fino a quando non ci vedremo di nuovo”

Linkin Park



venerdì 21 luglio 2017

Chester Bennington, alla fine è caduto.


Stamattina mi sono svegliata presto, anche se ho dormito solo cinque ore. Il primo pensiero è andato a Chester Bennington. Ieri, in tarda serata, è arrivata la notizia della sua morte che inizialmente mi aveva lasciato solo un po' dispiaciuta. Poi però ho iniziato a leggere del suo passato, dei suoi problemi familiari, delle violenze subite e del peso enorme che si portava dietro. In una delle sue ultime canzoni grida: 

Why is everything so heavy?


Heavy= weighing a lot; difficult to lift or move

Pesante, basta un aggettivo a definire il dolore, un dolore che non si può spostare, un dolore che si piazza in qualche parte del tuo corpo e di andarsene non ne vuole proprio sapere. 


Crawling in my skin
These wounds they will not heal
Fear is how I fall
Confusing what is real

Confondere la realtà è facile quando le tue ferite sono ancora tutte aperte e sanguinanti, quando niente e nessuno, nemmeno la musica riesce ad aiutarti. Se l'unica soluzione che la tua mente ti offre è il suicidio, significa che il dolore è insopportabile. Ed alla fine quello che resta è cadere. 


I tried so hard

And got so far
But in the end
It doesn't even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn't even matter


lunedì 17 luglio 2017

Nel profondo della foresta






"Le persone normali credono di essere felici, ma il fatto è che sono troppo stupide per conoscere altro. Meglio essere infelici e interessanti, vero ragazzi?" 








A Fairfold le persone normali fanno cose davvero strane. Essere normale in questa cittadina americana vuol dire convivere con creature che appartengono ad un altro mondo: il mondo delle creature magiche
Nel profondo della foresta giace una bara di vetro dove un principe con le orecchie a punta e le corna riposa da anni.

Hazel e Ben sono due fratelli e sono cresciuti a stretto contatto con la foresta e con la sua natura magica. Il bel principe è sempre stato un punto fermo nella loro vita. Le storie a lui legate hanno alimentato la loro curiosità e sviluppato le loro doti immaginative.
Ma a Fairfold le stranezze sono tante, tra i suoi abitanti vi sono changeling, famiglie discendenti dai troll, bambini con poteri magici ed ogni sorta di benedizioni e/o maledizioni. 

Il rapporto con il popolo magico è di rispetto e timore. Nelle notti di luna piena è preferibile non uscire per non disturbare le feste del regno fatato ed è bene che ogni casa sia protetta, in modo tale da evitare ogni tipo di maleficio. 

In questo stato di apparente quiete e di integrazione si nascondono terribili piani di devastazione, il popolo magico ha deciso di interrompere la pace concessa agli umani.

Il principe nella bara si è svegliato, niente sarà più come prima.


Il mio parere 

Nel profondo della foresta è un romanzo che si scopre piano piano. All'inizio ci viene mostrata la vita di Hazel e Ben, due fratelli che frequentano la scuola e che vivono a contatto con un changeling (un figlio delle fate) di nome Jack. Grazie all'amicizia tra questi ragazzi l'autrice riesce a mostrarci che le differenze non sono un ostacolo. Le diversità oltre ad arricchirci ci tornano utili quando dobbiamo addentrarci in un mondo che conosciamo poco.

In questa prima parte i personaggi vengono ben delineati e ci vengono mostrate tutte le loro stranezze e le loro abilità che si riveleranno importanti nella seconda parte del libro.
Dopo il risveglio del principe con le corna ognuno di loro dovrà fare i conti con se stesso e con i segreti che custodisce. La loro vera natura verrà alla luce ed il mondo magico sarà sempre più vicino.  

In questa fiaba dalle sfumature dark i tradizionali ruoli delle fiabe vengono stravolti nel migliore dei modi; Hazel ad esempio è una ragazza forte che adora impugnare la sua bellissima spada, Ben è un musicista con una grande sensibilità ed il principe è davvero poco convenzionale (scopritelo voi perché).

Le tematiche delle differenze di genere sono il fiore all'occhiello di tutta la storia e l'amore non è trattato in modo superficiale.


"Una relazione può essere come si vuole.
Siamo noi a deciderlo.
Siamo noi a raccontare la nostra storia."


Lasciatevi trasportare in questo mondo che profuma di muschio, di erba e di foglie secche. Il popolo della foresta vi accoglierà, ma state attenti a non farlo arrabbiare.  



giovedì 13 luglio 2017

Kesha. Praying. Il perdono come nuovo inizio.

Kesha, la ragazza che si lavava i denti col Jack è tornata. Ma non vi aspettate video sensuali e trasgressivi con riferimenti all'occultismo. Niente croci rovesciate, nessuna stella di Venere ma solo preghiere e perdono. 



Praying il nuovo singolo della cantante statunitense arriva dopo anni di battaglie che l'hanno vista lottare in tribunale contro il suo produttore, Dr. Luke. Kesha aveva infatti denunciato gli abusi e le violenze subite proprio da lui e chiedeva di avere la possibilità di rescindere il contratto che l'avrebbe legata per altri sei anni alla Sony. Affrontare il processo non è stato per niente facile, la cantante è stata perfino accusata di diffamazione.


"Til it happens to you, you don't know how it feels"


Lady Gaga, ha riferito di aver pensato a Kesha poco prima di salire sul palco e cantare Til it happens to you alla cerimonia di premiazione degli Oscar del 2016. Una canzone scritta per portare alla luce il problema della violenza sessuale. "Finché non succede a te non puoi sapere come ci si sente". 




"Sono morta o questo è uno di quei sogni? Uno di quegli orribili sogni che sembrano durare per sempre?"
Kesha inizia la canzone con una richiesta a Dio, quello che le è accaduto è stato così difficile che preferirebbe morire. Ma poi confessa di aver imparato a farsi forza, a rialzarsi, a farcela da sola. Ha imparato anche a perdonare e a pregare, qualche volta, per il suo carnefice.

" I hope you're somewhere praying, I hope your soul is changing. I hope you find your peace falling on your knees." 

Il video inizia con Kesha che si trova all'interno di una bara, ma poi si svolge per la maggior parte sulla bellissima e coloratissima Salvation Mountain, situata a sud del deserto del Colorado. Apparsa anche nel film Into the wild, sembra che la cantante la usi come mezzo per affermare che l'unica salvezza sia Dio, per lei e per chiunque commetta violenza. 

Praying segna un grande ritorno per Kesha e ci fa piangere tutte le nostre lacrime, quanto deve essere difficile perdonare qualcuno che ci ha rovinato la vita? Rabbia, dolore, tutte le sofferenze sono state trasformate in qualcosa di positivo; dopo aver assaggiato le fiamme dell'Inferno è arrivato il momento di guardare avanti e ricominciare a vivere. 


"I'm proud of who I am. No more monsters, I can breathe again."


martedì 4 luglio 2017

Biblioteche dal mondo: Old Market Library.

Le biblioteche affascinano un po’ tutti, soprattutto i lettori, e piacciano da morire anche a me che sono silenziofobica. Silenzio che?!? Palahniuk lo spiega bene in Ninna Nanna, lo lascio fare a lui. Ma torniamo a noi. Qualche giorno fa mi sono imbattuta in quella che sembrava una casa, molto spartana ma davvero carina ed ho scoperto solo dopo che in realtà era una biblioteca.


Si chiama Old Market Library si trova a Min Buri, Bangkok, ed è nata grazie ad un progetto di riqualificazione; l’edificio era la sede di un vecchio mercato che, purtroppo, era stato divorato dalle fiamme. Il quartiere stava rischiando di diventare un’enorme baraccopoli ma TYIN tegnestue, un’organizzazione no-profit norvegese (guidata da 5 studenti), ha messo su un bel progetto. Per fare in modo che il quartiere tornasse a vivere ha ideato una biblioteca interamente ristrutturata ed arredata con materiali di riciclo; gli scaffali, i divani, i tavoli e perfino il tetto sono fatti di legno.


I cinque studenti di architettura, che ormai saranno laureati, hanno voluto donare agli abitanti del posto un luogo che gli permettesse di restare uniti; dopo l’incendio, infatti, nessuno voleva più tornare al mercato, ma la biblioteca gli ha restituito tutto ciò che avevano perso. Questa è la dimostrazione che con l’amore, l’impegno e la cultura tutto si può realizzare.  


Qui trovate il timelapse della costruzione della Old Market Library.

lunedì 3 luglio 2017

Il narvalo, l'unicorno marino.

Esistono gli unicorni? Si, ma non sono proprio come li avete sempre immaginati. Non hanno la chioma folta e glitterata, e non se ne vanno a passeggio trotterellando, ma vi assicuro che il corno ce l'hanno.


Il narvalo

Il narvalo è un cetaceo appartenente alla famiglia dei monodontici ed è imparentato con i delfini; può raggiungere la lunghezza massima di 5 metri (escluso il corno). Il lungo corno che ha sul muso è in realtà un dente. Presente soprattutto nei maschi, questo dente può arrivare a misurare due metri di lunghezza; nelle femmine invece è piccolo, se non assente. Ma a che cosa serve? Il narvalo non è un animale aggressivo, per questo il corno non serve per infilzare le prede;  secondo lo studio Sensory ability in the narwhal tooth organ system,  servirebbe come sensore e aiuterebbe l'animale a sentire la temperatura e la salinità dell'acqua. Altri ipotizzano che sia un elemento "sessuale" e che servirebbe al maschio per attrarre le femmine durante il corteggiamento.

Il narvalo è un animale in via d'estinzione, minacciato dai cambiamenti climatici e dalla caccia spietata, potrebbe presto scomparire. Gli eschimesi se ne cibano in quanto la sua pelle contiene un'alta dose di vitamina C, la pelle è anche considerata molto preziosa e viene usata per produrre delle cinte resistenti. Il corno del narvalo, come le zanne degli elefanti, ha scatenato un commercio pazzo alla ricerca del pregiato avorio; si pensa che sia stato portato in Europa dai vichinghi. Tre corni di narvalo sono conservati nella Basilica di San Marco a Venezia. L'espansione di questo commercio sarebbe il principale responsabile delle leggende sugli unicorni, nate in epoca medioevale.   

Il narvalo in letteratura

20000 leghe sotto i mari

Lo scrittore francese Jules Verne parla del narvalo in uno dei suoi romanzi più famosi: 20000 leghe sotto i mari. Il professor Aronnax, naturalista che lavora per il Museo di Storia Naturale di Parigi, parte per una spedizione che ha lo scopo di individuare il mostro che da più di un anno spaventa molte navi. Salito a bordo della nave da guerra "Abraham Lincoln" della Marina Militare americana, il professore continuerà a sostenere la sua tesi: il mostro che infesta il mare è un narvalo gigante, solo il suo corno è in grado di perforare delle navi robuste. In seguito scopriremo che ad essere mostruoso non è il povero narvalo ma il Nautilus, il sottomarino comandato dal capitano Nemo.

Aquarium

Aquarium è un romanzo di Marcelo Figueras. Il protagonista è Ulises, uno psicologo, che vola ad Israele per cercare i suoi figli perchè sua moglie glieli ha portati via. Ma quando arriva a Tel Aviv il compito si rivela arduo, farsi capire dalla gente del posto è difficile e il paese è nel pieno della seconda Intifada, è il 2000. Durante la sua ricerca Ulises incontrerà Irit, un'artista della quale si innamorerà. I due svilupperanno un linguaggio tutto loro fatto di gesti, di sguardi e di sensazioni. Mentre tutto il paese è in tumulto, il vedovo David Kaufman sta vivendo il suo piccolo dramma; tutti i giorni si reca infatti all'acquario, davanti la vasca del narvalo e parla con lui. Era qui che sua moglie Miriam era andata per qualche tempo, prima di morire.

Street Art    

Louis Masai, street artist londinese, è da sempre impegnato nella lotta alla salvaguardia dell'ambiente. La natura è al centro dei suoi lavori e le città in cui passa si riempiono di api, e non solo. Con il suo progetto "Save the bees" sta cercando di gridare al mondo l'importanza di assumere un atteggiamento che porti l'uomo al rispetto assoluto per la Terra e per tutte le creature che vi abitano. I suoi murales sono colorati e i soggetti principali sono gli animali, sopratutto quelli in via d'estinzione. I muri di Londra ne sono pieni ma per ammirarli non vi servirà prendere l'aereo; Louis Masai è venuto in Italia e ci ha donato un unicorno, anzi due. 

Foto di: Arianna Barone

Louis Masai è arrivato a Fondi, in provincia di Latina, grazie al progetto Memorie Urbane. La creazione del Festival della Street Art ha portato, in molte realtà del centro sud, l'arte. L'intento è dei più nobili: portare cultura e bellezza in luoghi dimenticati che hanno bisogno di essere riqualificati. Il Narvalo patchwork di Masai è stato disegnato su un edificio scolastico sotto gli occhi di bambini che, assistendo alla realizzazione, si sono entusiasmati e incuriositi. La street art diviene così un mezzo didattico che con fantasia e creatività stimola i più piccoli ad andare oltre e a chiedersi perché alcuni animali non esistano più. 

Salviamo gli unicorni marini, prima che diventino anche loro leggenda.    


mercoledì 21 giugno 2017

Diphylleia. Il ricordo. Un romanzo di Valentina Bonci.

"Chi era Aiyana? Chi era stata? Vuoto, soltanto vuoto nella sua mente. Un'aridissima distesa di niente era ormai il suo cuore, un mare di assenza la sua memoria. Eppure aveva qualcosa, ancorato all'anima, che non voleva morire, che non voleva precipitare nell'oblio. Qualcosa. Qualcuno. Doveva trovarla, doveva seguire quel richiamo, attenuare quell'incessante voglia d'amore. Doveva saziare il suo animo,riappacificare il suo cuore, doveva incontrarla, doveva chiederle chi fosse davvero"


 Trama

Protagonista di questo romanzo è Aiyana, una giovane ventenne che da tre mesi si trova in ospedale. Al suo fianco, ad aspettare che si svegli, c'è la nonna Karla che le fa compagnia tutti i giorni. Proprio come un principe Ben, l'infermiere, vorrebbe baciare la bella ragazza addormentata per vederla aprire gli occhi. Ma a fermarlo sono delle rose ed una lettera, arrivate ad Aiyana durante il suo ricovero. 

"Alla mia donna. 
Questo mese non una rosa sul tuo petto
 ma solo una parola: non ho mai smesso d'amarti, ti aspetto."  


Cosa succederà al suo risveglio? chi ci sarà ad aspettarla? 
Nelle gelide giornate di Duluth, nel Minnesota, un fiore è pronto a sbocciare. Aiyana dovrà prepararsi a ripercorrere il suo passato e a riscoprire cos'è che le fa battere veramente il cuore.

Il mio parere

Il racconto si apre con una scena violenta, una ragazza viene sbattuta contro una parete da un uomo e perde i sensi. Immagino che la storia continui a parlare di violenza, invece quando entriamo in ospedale la storia si distende. Aiyana è lì sul letto, in coma, e le uniche due persone che si prendono cura di lei portano nella stanza una ventata di tranquillità. La nonna Karla sarà l'unica certezza e l'unica guida che la ragazza avrà al suo risveglio, perchè Aiyana non ricorderà nulla del suo passato. 

Ho trovato la storia molto tenera e leggera, nonostante affronti temi davvero importanti, come la violenza e il rifiuto da parte della famiglia. Mi è piaciuta l'assenza di rabbia e il messaggio che Diphylleia vuole trasmettere; abbiate il coraggio di amare e di amarvi, l'accettazione da parte degli altri prima o poi arriverà. 

La scrittura è semplice e scorrevole, tranne per qualche frase forse ancora un po' scolastica. Ma l'esordio di Valentina Bonci è un buon inizio, sa di cosa vuole parlare e come vuole farlo.