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sabato 20 maggio 2017

Wintergirls vs Ana e Mia.

"Non riusciva a sopportare l'idea che fossi malata.
Nessuno ci riusciva.
Volevano solo sentirsi dire che stavi guarendo, che eri in cura,
che un giorno sarebbe finita.
Se eri intrappolata nella malattia, avresti dovuto smettere
di fargli perdere tempo e crepare."

Instagram: @mystrangemeltingpot
Trama

Lia ha 18 anni, una famiglia divisa ed una malattia che la sta divorando; è finita nel vortice dell'anoressia.
Trasferitasi a casa del padre, e della sua seconda moglie (Jennifer), Lia deve seguire un programma molto preciso fatto di regole, di pillole e di visite psichiatriche; è uscita da poco dalla clinica dove è stata in cura.
Ma un evento improvviso le sconvolge la vita. Cassie, la sua migliore amica, muore in completa solitudine in un motel.

Il mio parere

Parlare di anoressia e di bulimia non è mai semplice. L'autrice di Wintergirls scava a fondo nell'animo di Lia mostrandoci la sua ossessione verso il cibo in modo crudo e duro.

"Il dolore dei tagli era diverso da quello che avevo dentro.
Mi aiutava a non pensare al fatto che
ero stata derubata del mio corpo,
della mia famiglia,
della mia vita..."

Cosa si cela dietro la disperata voglia di magrezza, dietro il conteggio delle calorie, dietro i vestiti larghi e i sorrisi finti?!?
Lia misura la sua forza interiore attraverso la sua resistenza al cibo. Più resiste e più si illude di essere in grado di superare tutto.
I traguardi sono numeri sempre più bassi segnati sulla bilancia, numeri che scendono giorno dopo giorno. Lia non si accontenta mai, Lia si vede sempre brutta, stupida, grassa.

L'unico suo appiglio è la sorellina Emma, che molto ingenuamente le lascia sempre qualcosa da mangiare. I bambini vedono molto meglio degli adulti.
E' proprio di questo che spesso ci si dimentica. Lia sa chi è suo padre, sa perché il matrimonio con la mamma è andato a rotoli e sa che lui non è cambiato. I silenzi, le bugie, gli abbracci mancati, le aspettative dei genitori; l'anoressia è tutto questo.
  
Un' anoressica è una ragazza cresciuta in fretta e in solitudine. Il corpo è il mezzo tramite il quale Lia grida aiuto. Quel corpo che sta per scomparire ha bisogno di essere nutrito di amore, ascolto e comprensione.


"La mia unica figlia stava morendo di fame
e io non riuscivo ad aiutarla.
Che genere di madre ero?"


L' autrice, Laurie Halse Anderson, non solo ci racconta in modo molto dettagliato tutto ciò che la protagonista vive ma riesce a farci capire anche quanto sia difficile per i genitori aiutarla.
Inoltre ,attraverso la storia di Cassie, scopriamo quanto l'anoressia e la bulimia possano essere pericolose per la salute di chi ne è affetto.


Wintergirls è un libro emotivamente forte che gela il nostro cuore per più di 300 pagine. Ma se davvero vogliamo vivere, c'è un sole dentro di noi pronto a riportare la Primavera.






mercoledì 17 maggio 2017

Kobane Calling. Zerocalcare lascia Rebibbia.




"Tutti uomini e donne che hanno
a cuore libertà e umanità,
oggi dovrebbero essere
a Kobane."


In questa graphic novel  Zerocalcare ci racconta il suo viaggio da Rebibbia a Mehser, un villaggio costituito da un centinaio di persone che si trova in Rojava (tra il confine turco e quello siriano). Poco distante da loro, a tre fermate di metro, si trova Kobane. Qui si combatte duramente contro l’avanzata dell’Isis.



Ma per il disegnatore romano si presenta subito un problema, ancora prima della sua partenza:

Chi glielo dice a mamma Zerocalcare?

Dopo aver accuratamente spiegato alla mamma il perché del suo viaggio, Zerocalcare ci porta direttamente all’interno del campo dove i combattenti possono riposare, e dove gli aiuti umanitari vengono smistati.

Il campo è gestito da una donna ed il messaggio che arriva dritto fino a noi è davvero importante. Siamo abituati a pensare che le donne islamiche siano tutte sottomesse e non in grado di decidere. A Mesher, invece le donne hanno degli incarichi di responsabilità. Sono donne decise a combattere per i loro diritti e decise ad insegnare agli uomini che cosa sia la libertà.


Ho adorato il modo in cui Zerocalcare ha saputo trattare un tema così delicato e spinoso allo stesso tempo. Oltre all’ironia che aiuta a sdrammatizzare, mi è piaciuta la contrapposizione tra la vita romana e quella del campo.

Riflettere su quello che per pigrizia ci rifiutiamo di fare ogni giorno (lavare i piatti, aiutare in casa) è importante, la cooperazione si insegna e si apprende in famiglia. Invece noi troppo spesso ce ne dimentichiamo. Quando il lavoro è svolto da più mani lo si finisce prima, con meno sforzo e sicuramente molto meglio.

Per costruire un mondo di pace e libertà ci dobbiamo rimboccare le maniche, ci dobbiamo organizzare e dobbiamo essere uniti.





domenica 14 maggio 2017

Angerwolf. Il ritorno dei lupi mannari




Titolo: Alfa-Angerwolf
Autore: Fabrizio Francato
Editore: Bellesi e Francato Publisching
Formato: e-book
Prezzo: gratis









Trama


Il protagonista di questo racconto è un ventenne, del quale non conosciamo il nome, che decide di scrivere un diario.
Decisione presa in seguito alla sconvolgente rivelazione che gli fa suo padre; appartiene ad una famiglia di lupi mannari.
Tutto ciò lo sconvolge ma lo entusiasma allo stesso tempo. Documenta sul suo diario tutte le trasformazioni che avvengono nel suo corpo e tutte le informazioni che riceve da suo padre.
Insieme viaggeranno verso Milano alla ricerca del luogo giusto dove la trasformazione potrà avvenire nel migliore dei modi, e dove il ragazzo potrà decidere di partecipare alla lotta per diventare un maschio Alfa.


Il mio parere

All'inizio ho odiato il protagonista; mi è sembrato un arrogante, un mezzo bullo, uno che le donne le vede come un oggetto monouso.
Poi però la storia si fa interessante ed è divertente vedere come la scoperta della sua vera identità lo interessi. 
Il diario si riempie di domande e di desideri, come quello di voler diventare un maschio alfa. Ed è proprio qui che capisci che forse il suo carattere è giustificato, il suo essere sprezzante gli sarà di aiuto quando dovrà affrontare il branco?

Questo non lo saprò fino a quando non acquisterò il seguito: Arena di sangue.
La fine del racconto ti lascia l'acquolina in bocca, la storia si interrompe sul più bello e si ha davvero voglia di scoprire come andrà a finire.
  






venerdì 12 maggio 2017

I kill giants, e voi?


Titolo: I Kill Giants
Autore: Joe Kelly
Disegnatore: JM Ken Niimura
Genere: rito di passaggio eroico
Prezzo: brossura 15 €, ebook 6,99 €
Pagine: 200
Editore: Bao Publishing



"Tutto ciò che vive muore. E' per questo che devi trovare la gioia nel vivere, mentre il tempo è ancora tuo, e non aver paura della fine."





Protagonista di questa storia è Barbara Thorson. Barbara frequenta la quinta elementare ed è una ragazzina decisamente fuori dal comune. Avete notato le sue orecchie da coniglio? E il suo martello con incisa una runa? Lui è Coveleski, Coveleski il martello ammazza giganti.




Ebbene si, Barbara è un'ammazza giganti. Ma non provate a contraddirla, potrebbe infuriarsi sputandovi in mano.
Le ragazze della sua età iniziano ad interessarsi alle stars della musica pop e della tv; iniziano a truccarsi e a farsi belle. Ma per lei ci sono argomenti molto più interessanti di una messa in piega. A casa, sua sorella Karen si fa in quattro per mandare avanti la famiglia dopo che il padre li ha abbandonati.

Lei  gioca a Dungeons & Dragons con Dave, suo fratello, ed i suoi amici. Passa le giornate a sacrificare animali (già morti) per fare in modo che il suo martello funzioni quando verrà il momento di affrontare il gigante.

Ma di giganti ne affronta già molti durante le sue ore scolastiche. Le bulle della scuola la perseguitano per via della sua fissa per i giganti. Secondo loro è solo una svitata, una pazza che merita solo di essere punita.


E la solitudine? Non è anch'essa un gigante che ci opprime e che giorno dopo giorno cresce a dismisura? Per affrontarla un martello non basta. Per affrontarla abbiamo bisogno di orecchie che ci ascoltano e di mani che ci rassicurano. La psicologa della scuola è disposta ad ascoltarla, invece la mano tesa pronta ad aiutarla la troverà alla fine del braccio di Sophia. 

Ma aprirsi completamente a qualcun altro quando si è vissuti in solitudine non è facile, figuriamoci come deve essere difficile affrontare dei giganti.
E questi giganti, chi sono?


Il mio parere

Questa storia segna il passaggio di Barbara dall'infanzia all'adolescenza, il periodo in cui i mostri decidono di farci visita anche di giorno.
Ho trovato la storia molto ben strutturata, più andiamo avanti nella lettura e più ci immergiamo nel mondo della protagonista. La comprensione di ciò che l'affligge non è immediata.
Accettiamo Barbara per quello che è, una ragazzina diversa dalle altre che se ne frega del giudizio degli altri e che ama Legolas invece che una pop star (come darle torto?!?).
E' un personaggio forte, divertente e convincente. Cosa volete di più?

Dietro tutta questa corazza, dietro tutto questo bel caratterino si nasconde la vera natura di Barbara. E quando i sentimenti vengono fuori, la storia prende tutta un'altra piega. Scopriamo la tenerezza infinita e l'amore per la famiglia.
Chi ce lo dà il coraggio di uscire durante una tempesta ad affrontare un mostro, di cui conosciamo solo il nome, se non l'amore. L'amore per se stessi e per le persone a cui teniamo.


I Kill Giants merita un posticino nella vostra libreria, è un manuale di sopravvivenza da consultare quando il cielo tuona.


mercoledì 10 maggio 2017

Lion. La strada verso casa. Il film.

Trama
Saroo ha cinque anni. Vive con sua madre, suo fratello e sua sorella in India (nel distretto di Khandwa).
Una notte decide di andare a lavoro con suo fratello, ma si addormenta in un treno. Quel treno lo porterà a 1600 km lontano da casa, a Calcutta. In una città così caotica non riuscirà a chiedere aiuto, nessuno capisce la sua lingua. E così iniziano le sue peripezie.
La sua salvezza sarà l'orfanotrofio, una famiglia australiana lo adotterà salvandolo dalla povertà e della tristezza.


Il mio parere

Il film inizia con Saroo immerso in una nuvola di farfalle; un'immagine bella simbolo di libertà ma anche di crescita. Rompere il bozzolo per poter far uscire le ali e volare non è semplice.
Saroo è un bambino sorridente, dolce ed affettuoso. Ma è anche un bambino che vive nella più assoluta povertà e che desidera aiutare la famiglia. Il cibo scarseggia e dare una mano significa poter avere i soldi per comprare il latte o le tanto desiderate jalebi.


La prima parte del film si svolge interamente in India ed i personaggi parlano in Hindi (con sottotitoli in italiano). Lasciare che i personaggi parlino nella loro lingua originale amplifica la forza delle parole. Nella seconda parte del film ritorneranno cariche delle emozioni provate guardando la prima parte. 

Osservare l'India in tutta la sua povertà ti scava dentro, osservarla con gli occhi di Saroo le dona invece magia. L'amore che prova per la sua famiglia e per la sua terra gliela si legge in faccia. Così come gli si leggeranno le emozioni negative ed intense.

Ho guardato il film al cinema, con una mia amica. Abbiamo pianto dall''inizio fino ai titoli di coda. Uscita dalla sala sentivo ancora il bisogno di piangere.
Sin dall'inizio ci si affeziona a questo bambino sorridente ed estremamente dolce. L'empatia si stabilisce subito ed entrare nei suoi panni è semplice. Semplice e complicato allo stesso tempo. Tutte le sue emozioni le ho provate sulla mia pelle.

Quando Saroo arriva in Australia, in una casa vera, è straziante pensare che prima non aveva nemmeno un letto dove dormire. Eppure la forza di questo film sta nel fatto che riesce a farti capire che la tua famiglia è la tua casa. Capisci che se delle persone ti amano non t'importa cosa c'è intorno. Una tazza di latte, una passeggiata con tuo fratello, un giaciglio dove dormire stretto ai tuoi famigliari; queste sono le cose che fanno di un luogo la tua casa.  E se li perdi per sempre, per sempre li cercherai.

Lion è importante anche perché ci mostra le gioie e le difficoltà di crescere dei bambini adottati. Guardare questo film significa guardare a fondo dentro le famiglie. Significa toccare con mano i loro sentimenti. Il tema dell'adozione è stato raccontato nel migliore dei modi, sia dal punto di vista della famiglia che di quello dell'adottato. Saroo avrà voglia di ritrovare la sua casa.

Spesso questo desiderio non viene capito dai genitori che adottano, spesso si sentono rifiutati. Questo film invece ci mostra quali sono le ragioni ed i sentimenti che spingono un figlio adottivo a ripercorrere la strada verso casa. Se c'è qualcuno nel mondo che ti ama e che ti sta cercando, il dolore che prova lo senti fino all'altro capo del mondo.

Lion è un film intenso che lascia dentro di te un vuoto colmabile solo con l'amore, l'amore profondo che si può provare solo verso di chi ti fa sentire a casa.


 "I'll find my way home."


Ogni anno in India 80.000 bambini si perdono. Grazie a questo film è stata avviata una campagna di raccolta fondi per poter finanziare le organizzazioni che si stanno dando da fare per aiutare questi bambini. Visitate il sito per avere maggiori informazioni.

Questo film è tratto da una storia vera ed è l'adattamento del libro omonimo.

#lionheart

lunedì 8 maggio 2017

Strane letture

Vi siete mai sentiti strani? Diversi?
Io continuamente.

Sin da bambina amavo il nero, volevo vestirmi di nero ma mia madre me lo proibiva. Lei è ossessionata dal bianco, ed io naturalmente lo odio.
Durante l'adolescenza decisi che nessuno avrebbe potuto proibirmi di indossare il colore che preferivo solo perché non era consono ad una ragazzina.
Così iniziai ad indossarlo e finii col diventare una "dark lady".
Top nero, gonna nera, calze a rete e converse. Diciamo che ero abbastanza riconoscibile.

Ma non ero la sola. Qualche altra ragazza aveva scelto di seguire questo stile, che non è soltanto un modo di apparire. Dietro tutto quel nero, dietro il trucco e le calze a rete c'è un'intera cultura da scoprire. Una cultura davvero amplia e dalle mille sfaccettature.

Vi ho raccontato tutto questo per introdurvi l'eroina di tutte le ragazzine alternative degli anni '90. Vi presento Emily the Strange:


Emily è nata dalla matita di Rob Reger all'inizio degli anni '90. Rob l'aveva creata per promuovere la sua linea di abbigliamento ed alla fine diventò un vero e proprio must nella cultura underground. Tutte volevano le magliette con disegnata la ragazzina punk-goth, io le conservo ancora gelosamente. 
In Emily si riuniscono tutti gli stereotipi che riguardano la cultura dark/goth.
Ha 13 anni (il tredici è un numero sfortunato), ama stare da sola, ama la musica rock ed ha quattro bei gattoni neri.


Dopo questo successo inaspettato, Rob Reger decide di dare vita ad Emily attraverso dei fumetti, delle graphic-novel e dei romanzi illustrati. 
Secondo voi potevo non comprarli?!? Eccoli qui:


In realtà ne manca uno (lo comprerò presto). In questi romanzi abbiamo il piacere di scoprire quella ragazzina che tanto ci rappresentava.
In questi romanzi la vedremo in situazioni davvero strane e fantasiose. La sua stanza è piena di ragnatele, di teschi e di candele. Ma quello che davvero ho amato è la sua testa (in senso metaforico). Emily passa la maggior parte del suo tempo chiusa in casa ma lo impiega per costruire aggeggi "infernali" per viaggiare nel tempo, sperimenta metodi di energia alternativa (la roccia nera liquida è un buon carburante) e si costruisce un'automa.

Grazie a questi diari scopriamo una giovane donna, stramba, ma che riesce a cavarsela da sola. Padroneggia le materie scientifiche in modo eccelso e non ha bisogno di nessuno per mettere in atto tutto ciò che le passa per la testa. I suoi pensieri formano molteplici liste da 13, ecco il suo programma scolastico:

1.   Elementi di viaggio temporale
2.   Corso avanzato di spio-fotografia
3.   Cuffietta applicata
4.   Prozie attraverso i secoli
5.   Introduzione alla teoria dei germi
6.   Cura e allevamento della 'mbusia
7.   Fondamentali di roccia nera
8.   Ricamo di ragnatele
9.   Felini di ieri e di oggi
10. Quiz a sorpresa
11. Alimentazione del 1790
12. Debellare nemici ancestrali
13. Tecniche gestionali degli Universi Paralleli

Non so voi, ma io un corso di ricamo di ragnatele lo farei volentieri.




Se siete delle ragazzine alternative Emily potrebbe diventare il vostro modello di vita (attenzione a non bruciare niente con le candele). Se invece siete dei genitori con delle figlie un po' strambe potete regalargli questi libri, Emily gli insegnerà a cavarsela egregiamente in ogni situazione.
Vi saluto con il motto di Emily the Strange:



"Be yourself. Do it yourself. Think for yourself." 




p.s. E' in programmazione un film proprio su di lei.


martedì 2 maggio 2017

Lontano da te di Romina Casagrande





Titolo: Lontano da te
Autore: Romina Casagrande
Editore: Arkadia
Pagine: 200
Formato: cartaceo
Prezzo: 16 euro
Uscita: Aprile 2017
Genere: narrativa contemporanea, romance, storico

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Trama

Sofia vive a Londra. A vent’anni sa di aver conquistato tutto ciò per cui ha lottato: il ragazzo che ama, il lavoro dei sogni, un nuovo presente in una città piena di luci.
Ma tra le pagine del suo diario è nascosta una fotografia, che porta ancora addosso il profumo della sua Toscana e l’odore del mare. L’unico filo che la lega alla notte da cui è scappata e che ha cercato di dimenticare.

Sul retro, dietro l’immagine di una ragazza dai lunghi capelli rossi, una poesia di Elizabeth Siddal, la modella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, alla quale il volto della fotografia somiglia in modo sorprendente. Sofia riguarda l’immagine della ragazza. Pensa a quanto siano diverse, eppure simili, lei e Bianca. Simili e diverse come lo sono due sorelle. Il mondo dorato in cui Sofia fluttua è tuttavia fragile e ingannevole come i sogni. E sarà una nuova ferita a costringerla ad aprire gli occhi e a guardare dentro se stessa per fare i conti con il passato.

Una scommessa la riporterà in Toscana, nell’amata Siena, dove vive Bianca. Ed è a lei che Sofia pensa per comporre in fotografia il suo quadro vivente, la trasposizione dell’Ofelia di Millais, interpretata, nel quadro originale, dalla bellissima e triste Elizabeth Siddal. E sarà qui, al B&B Peonia, che la sua strada incrocerà quella del vecchio e misterioso Moses.

Cosa li lega al quadro di Millais e quale destino li ha condotti al Peonia, dove non si arriva mai per caso? Mentre nei ricordi si svela la storia di Moses, Sofia torna a vivere il suo passato dal punto in cui lo ha lasciato. Per riprendersi la sua vita. Per riconquistare la fiducia di Bianca. Ma non sarà facile. Dovrà prima affrontare i propri demoni e, finalmente, raccontare la verità sulla notte che le ha unite e divise, forse per sempre.



Il mio parere

L'Ophelia di Millais fa da filo conduttore tra la storia di Sofia e quella del vecchio Moses in un romanzo che rende l'arte viva.
In questo romanzo Ophelia riemerge dall'acqua e veste i panni di Elizabeth Siddal, la modella che ha posato per il quadro e che si è innamorata perdutamente di Dante Gabriel Rossetti. Anch'egli pittore della corrente dei preraffaeliti, la sceglierà come sua musa e forse niente di più. La sofferenza della dama dai capelli rossi ci verrà mostrata in tutta la sua interezza. 


"Scende dal letto. I piedi nudi accarezzano il legno. Si muove come un fanatsma nella casa vuota. Nella stanza accanto alla sua e di Gabriel c'è ancora la culla vuota."


Nella vita niente è prevedibile; arrovellarsi continuamente per qualcosa che ci è successo o pensare di poter cambiare il passato vuol dire condannarsi a non vivere il presente.



"Forse non dovrei dirglielo io", le sussurrò,
"ma nel caso non lo avesse ancora capito, non c'è
una sola goccia di logica e di
razionalità in questo mondo." 




Sofia vive da due anni a Londra, è fuggita dalla sua amata Toscana per scappare da una realtà che preferisce negare, ma che non la lascia mai. Il volto di sua sorella Bianca continua ad essere presente proprio nel quadro di Millais. Sofia si siede spesso nella Tate Gallery ad osservarlo.


Cala Violina

Ho amato questo romanzo per la forza e la sincerità dei sentimenti dei personaggi. Ogni storia è un dipinto chiaro e intenso. Immergersi nel grigiore della Germania nazista o nella pioggia di Londra è qualcosa di inevitabile. Per non parlare della bellezza di Cala Violina, dove la sabbia risuona davvero ad ogni passo. 

Per me che l'ho visitata è stato un piacere enorme ritrovarla in questa storia fatta di amore e di sensi di colpa. Il mare risana tutte le ferite e Cala Violina è un luogo incantato.

Lontano da te è fatto di viaggi nel passato, di viaggi in città diverse e di viaggi interiori. Ogni luogo porta con sé emozioni e ricordi più o meno piacevoli, ma ognuno di loro è importante proprio per questo. Per riscoprire se stessi occorre una grande forza di volontà ed un viaggio interiore lungo e tortuoso. Sofia, Bianca e Moses lo fanno in tre modi completamente diversi.

Romina Casagrande è riuscita a costruire una storia che ha il merito di riuscire a coinvolgerti emotivamente; non ci sono personaggi buoni o cattivi, ci sono delle persone che mostrano i loro punti di forza e le loro fragilità.

Questo romanzo è un nudo artistico, i personaggi si spogliano e lasciano che siano i nostri occhi a scoprire cosa si nasconde dietro la maschera.