lunedì 24 luglio 2017

Chester Bennington, il ricordo dei Linkin Park



Pochi giorni fa ci lasciava Chester Bennington, il frontman dei Linkin Park. Ora la band ha rilasciato un comunicato nel quale esprime il suo dolore e la sua gratitudine verso un grande amico.


“I nostri cuori si sono spezzati. Le ondate di dolore e di rifiuto stanno ancora attraversando le nostre famiglie mentre cerchiamo di realizzare quello che è accaduto”

“Hai toccato così tante vite, forse molte più di quelle che hai immaginato. Negli ultimi giorni abbiamo visto un’eruzione di amore e supporto, sia privato che pubblico, da ogni parte del mondo. Talinda e la tua famiglia lo hanno apprezzato, e vogliono che il mondo sappia che tu sei stato il miglior marito, figlio e padre; la famiglia non sarà più completa senza di te.”

“Quando parlavamo con te degli anni che avevamo davanti insieme, il tuo entusiasmo era contagioso. La tua assenza lascia un vuoto che non potrà mai essere riempito- una chiassosa, divertente, ambiziosa, creativa, gentile e generosa voce manca nella stanza. Stiamo cercando di ricordare a noi stessi che i demoni  che ti hanno portato via da noi erano sempre parte del contratto. Dopo tutto, era il modo in cui cantavi a proposito di quei demoni che ha fatto innamorare tutti di te al primo colpo. Li hai messi tutti in mostra senza paura, e facendolo, ci hai portati con te e ci hai insegnato ad essere più umani. Avevi un cuore grande ed hai provato a dimostrarlo”

“La nostra gratitudine per aver fatto musica è inestinguibile. Non sappiamo quale strada prenderà il nostro futuro, ma sappiamo che ognuna delle nostre vite è stata migliore grazie a te. Ti ringraziamo per questo regalo. Ti vogliamo bene, e ci manchi così tanto.”

“Fino a quando non ci vedremo di nuovo”

Linkin Park



venerdì 21 luglio 2017

Chester Bennington, alla fine è caduto.


Stamattina mi sono svegliata presto, anche se ho dormito solo cinque ore. Il primo pensiero è andato a Chester Bennington. Ieri, in tarda serata, è arrivata la notizia della sua morte che inizialmente mi aveva lasciato solo un po' dispiaciuta. Poi però ho iniziato a leggere del suo passato, dei suoi problemi familiari, delle violenze subite e del peso enorme che si portava dietro. In una delle sue ultime canzoni grida: 

Why is everything so heavy?


Heavy= weighing a lot; difficult to lift or move

Pesante, basta un aggettivo a definire il dolore, un dolore che non si può spostare, un dolore che si piazza in qualche parte del tuo corpo e di andarsene non ne vuole proprio sapere. 


Crawling in my skin
These wounds they will not heal
Fear is how I fall
Confusing what is real

Confondere la realtà è facile quando le tue ferite sono ancora tutte aperte e sanguinanti, quando niente e nessuno, nemmeno la musica riesce ad aiutarti. Se l'unica soluzione che la tua mente ti offre è il suicidio, significa che il dolore è insopportabile. Ed alla fine quello che resta è cadere. 


I tried so hard

And got so far
But in the end
It doesn't even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn't even matter


lunedì 17 luglio 2017

Nel profondo della foresta






"Le persone normali credono di essere felici, ma il fatto è che sono troppo stupide per conoscere altro. Meglio essere infelici e interessanti, vero ragazzi?" 








A Fairfold le persone normali fanno cose davvero strane. Essere normale in questa cittadina americana vuol dire convivere con creature che appartengono ad un altro mondo: il mondo delle creature magiche
Nel profondo della foresta giace una bara di vetro dove un principe con le orecchie a punta e le corna riposa da anni.

Hazel e Ben sono due fratelli e sono cresciuti a stretto contatto con la foresta e con la sua natura magica. Il bel principe è sempre stato un punto fermo nella loro vita. Le storie a lui legate hanno alimentato la loro curiosità e sviluppato le loro doti immaginative.
Ma a Fairfold le stranezze sono tante, tra i suoi abitanti vi sono changeling, famiglie discendenti dai troll, bambini con poteri magici ed ogni sorta di benedizioni e/o maledizioni. 

Il rapporto con il popolo magico è di rispetto e timore. Nelle notti di luna piena è preferibile non uscire per non disturbare le feste del regno fatato ed è bene che ogni casa sia protetta, in modo tale da evitare ogni tipo di maleficio. 

In questo stato di apparente quiete e di integrazione si nascondono terribili piani di devastazione, il popolo magico ha deciso di interrompere la pace concessa agli umani.

Il principe nella bara si è svegliato, niente sarà più come prima.


Il mio parere 

Nel profondo della foresta è un romanzo che si scopre piano piano. All'inizio ci viene mostrata la vita di Hazel e Ben, due fratelli che frequentano la scuola e che vivono a contatto con un changeling (un figlio delle fate) di nome Jack. Grazie all'amicizia tra questi ragazzi l'autrice riesce a mostrarci che le differenze non sono un ostacolo. Le diversità oltre ad arricchirci ci tornano utili quando dobbiamo addentrarci in un mondo che conosciamo poco.

In questa prima parte i personaggi vengono ben delineati e ci vengono mostrate tutte le loro stranezze e le loro abilità che si riveleranno importanti nella seconda parte del libro.
Dopo il risveglio del principe con le corna ognuno di loro dovrà fare i conti con se stesso e con i segreti che custodisce. La loro vera natura verrà alla luce ed il mondo magico sarà sempre più vicino.  

In questa fiaba dalle sfumature dark i tradizionali ruoli delle fiabe vengono stravolti nel migliore dei modi; Hazel ad esempio è una ragazza forte che adora impugnare la sua bellissima spada, Ben è un musicista con una grande sensibilità ed il principe è davvero poco convenzionale (scopritelo voi perché).

Le tematiche delle differenze di genere sono il fiore all'occhiello di tutta la storia e l'amore non è trattato in modo superficiale.


"Una relazione può essere come si vuole.
Siamo noi a deciderlo.
Siamo noi a raccontare la nostra storia."


Lasciatevi trasportare in questo mondo che profuma di muschio, di erba e di foglie secche. Il popolo della foresta vi accoglierà, ma state attenti a non farlo arrabbiare.  



giovedì 13 luglio 2017

Kesha. Praying. Il perdono come nuovo inizio.

Kesha, la ragazza che si lavava i denti col Jack è tornata. Ma non vi aspettate video sensuali e trasgressivi con riferimenti all'occultismo. Niente croci rovesciate, nessuna stella di Venere ma solo preghiere e perdono. 



Praying il nuovo singolo della cantante statunitense arriva dopo anni di battaglie che l'hanno vista lottare in tribunale contro il suo produttore, Dr. Luke. Kesha aveva infatti denunciato gli abusi e le violenze subite proprio da lui e chiedeva di avere la possibilità di rescindere il contratto che l'avrebbe legata per altri sei anni alla Sony. Affrontare il processo non è stato per niente facile, la cantante è stata perfino accusata di diffamazione.


"Til it happens to you, you don't know how it feels"


Lady Gaga, ha riferito di aver pensato a Kesha poco prima di salire sul palco e cantare Til it happens to you alla cerimonia di premiazione degli Oscar del 2016. Una canzone scritta per portare alla luce il problema della violenza sessuale. "Finché non succede a te non puoi sapere come ci si sente". 




"Sono morta o questo è uno di quei sogni? Uno di quegli orribili sogni che sembrano durare per sempre?"
Kesha inizia la canzone con una richiesta a Dio, quello che le è accaduto è stato così difficile che preferirebbe morire. Ma poi confessa di aver imparato a farsi forza, a rialzarsi, a farcela da sola. Ha imparato anche a perdonare e a pregare, qualche volta, per il suo carnefice.

" I hope you're somewhere praying, I hope your soul is changing. I hope you find your peace falling on your knees." 

Il video inizia con Kesha che si trova all'interno di una bara, ma poi si svolge per la maggior parte sulla bellissima e coloratissima Salvation Mountain, situata a sud del deserto del Colorado. Apparsa anche nel film Into the wild, sembra che la cantante la usi come mezzo per affermare che l'unica salvezza sia Dio, per lei e per chiunque commetta violenza. 

Praying segna un grande ritorno per Kesha e ci fa piangere tutte le nostre lacrime, quanto deve essere difficile perdonare qualcuno che ci ha rovinato la vita? Rabbia, dolore, tutte le sofferenze sono state trasformate in qualcosa di positivo; dopo aver assaggiato le fiamme dell'Inferno è arrivato il momento di guardare avanti e ricominciare a vivere. 


"I'm proud of who I am. No more monsters, I can breathe again."


martedì 4 luglio 2017

Biblioteche dal mondo: Old Market Library.

Le biblioteche affascinano un po’ tutti, soprattutto i lettori, e piacciano da morire anche a me che sono silenziofobica. Silenzio che?!? Palahniuk lo spiega bene in Ninna Nanna, lo lascio fare a lui. Ma torniamo a noi. Qualche giorno fa mi sono imbattuta in quella che sembrava una casa, molto spartana ma davvero carina ed ho scoperto solo dopo che in realtà era una biblioteca.


Si chiama Old Market Library si trova a Min Buri, Bangkok, ed è nata grazie ad un progetto di riqualificazione; l’edificio era la sede di un vecchio mercato che, purtroppo, era stato divorato dalle fiamme. Il quartiere stava rischiando di diventare un’enorme baraccopoli ma TYIN tegnestue, un’organizzazione no-profit norvegese (guidata da 5 studenti), ha messo su un bel progetto. Per fare in modo che il quartiere tornasse a vivere ha ideato una biblioteca interamente ristrutturata ed arredata con materiali di riciclo; gli scaffali, i divani, i tavoli e perfino il tetto sono fatti di legno.


I cinque studenti di architettura, che ormai saranno laureati, hanno voluto donare agli abitanti del posto un luogo che gli permettesse di restare uniti; dopo l’incendio, infatti, nessuno voleva più tornare al mercato, ma la biblioteca gli ha restituito tutto ciò che avevano perso. Questa è la dimostrazione che con l’amore, l’impegno e la cultura tutto si può realizzare.  


Qui trovate il timelapse della costruzione della Old Market Library.

lunedì 3 luglio 2017

Il narvalo, l'unicorno marino.

Esistono gli unicorni? Si, ma non sono proprio come li avete sempre immaginati. Non hanno la chioma folta e glitterata, e non se ne vanno a passeggio trotterellando, ma vi assicuro che il corno ce l'hanno.


Il narvalo

Il narvalo è un cetaceo appartenente alla famiglia dei monodontici ed è imparentato con i delfini; può raggiungere la lunghezza massima di 5 metri (escluso il corno). Il lungo corno che ha sul muso è in realtà un dente. Presente soprattutto nei maschi, questo dente può arrivare a misurare due metri di lunghezza; nelle femmine invece è piccolo, se non assente. Ma a che cosa serve? Il narvalo non è un animale aggressivo, per questo il corno non serve per infilzare le prede;  secondo lo studio Sensory ability in the narwhal tooth organ system,  servirebbe come sensore e aiuterebbe l'animale a sentire la temperatura e la salinità dell'acqua. Altri ipotizzano che sia un elemento "sessuale" e che servirebbe al maschio per attrarre le femmine durante il corteggiamento.

Il narvalo è un animale in via d'estinzione, minacciato dai cambiamenti climatici e dalla caccia spietata, potrebbe presto scomparire. Gli eschimesi se ne cibano in quanto la sua pelle contiene un'alta dose di vitamina C, la pelle è anche considerata molto preziosa e viene usata per produrre delle cinte resistenti. Il corno del narvalo, come le zanne degli elefanti, ha scatenato un commercio pazzo alla ricerca del pregiato avorio; si pensa che sia stato portato in Europa dai vichinghi. Tre corni di narvalo sono conservati nella Basilica di San Marco a Venezia. L'espansione di questo commercio sarebbe il principale responsabile delle leggende sugli unicorni, nate in epoca medioevale.   

Il narvalo in letteratura

20000 leghe sotto i mari

Lo scrittore francese Jules Verne parla del narvalo in uno dei suoi romanzi più famosi: 20000 leghe sotto i mari. Il professor Aronnax, naturalista che lavora per il Museo di Storia Naturale di Parigi, parte per una spedizione che ha lo scopo di individuare il mostro che da più di un anno spaventa molte navi. Salito a bordo della nave da guerra "Abraham Lincoln" della Marina Militare americana, il professore continuerà a sostenere la sua tesi: il mostro che infesta il mare è un narvalo gigante, solo il suo corno è in grado di perforare delle navi robuste. In seguito scopriremo che ad essere mostruoso non è il povero narvalo ma il Nautilus, il sottomarino comandato dal capitano Nemo.

Aquarium

Aquarium è un romanzo di Marcelo Figueras. Il protagonista è Ulises, uno psicologo, che vola ad Israele per cercare i suoi figli perchè sua moglie glieli ha portati via. Ma quando arriva a Tel Aviv il compito si rivela arduo, farsi capire dalla gente del posto è difficile e il paese è nel pieno della seconda Intifada, è il 2000. Durante la sua ricerca Ulises incontrerà Irit, un'artista della quale si innamorerà. I due svilupperanno un linguaggio tutto loro fatto di gesti, di sguardi e di sensazioni. Mentre tutto il paese è in tumulto, il vedovo David Kaufman sta vivendo il suo piccolo dramma; tutti i giorni si reca infatti all'acquario, davanti la vasca del narvalo e parla con lui. Era qui che sua moglie Miriam era andata per qualche tempo, prima di morire.

Street Art    

Louis Masai, street artist londinese, è da sempre impegnato nella lotta alla salvaguardia dell'ambiente. La natura è al centro dei suoi lavori e le città in cui passa si riempiono di api, e non solo. Con il suo progetto "Save the bees" sta cercando di gridare al mondo l'importanza di assumere un atteggiamento che porti l'uomo al rispetto assoluto per la Terra e per tutte le creature che vi abitano. I suoi murales sono colorati e i soggetti principali sono gli animali, sopratutto quelli in via d'estinzione. I muri di Londra ne sono pieni ma per ammirarli non vi servirà prendere l'aereo; Louis Masai è venuto in Italia e ci ha donato un unicorno, anzi due. 

Foto di: Arianna Barone

Louis Masai è arrivato a Fondi, in provincia di Latina, grazie al progetto Memorie Urbane. La creazione del Festival della Street Art ha portato, in molte realtà del centro sud, l'arte. L'intento è dei più nobili: portare cultura e bellezza in luoghi dimenticati che hanno bisogno di essere riqualificati. Il Narvalo patchwork di Masai è stato disegnato su un edificio scolastico sotto gli occhi di bambini che, assistendo alla realizzazione, si sono entusiasmati e incuriositi. La street art diviene così un mezzo didattico che con fantasia e creatività stimola i più piccoli ad andare oltre e a chiedersi perché alcuni animali non esistano più. 

Salviamo gli unicorni marini, prima che diventino anche loro leggenda.    


mercoledì 21 giugno 2017

Diphylleia. Il ricordo. Un romanzo di Valentina Bonci.

"Chi era Aiyana? Chi era stata? Vuoto, soltanto vuoto nella sua mente. Un'aridissima distesa di niente era ormai il suo cuore, un mare di assenza la sua memoria. Eppure aveva qualcosa, ancorato all'anima, che non voleva morire, che non voleva precipitare nell'oblio. Qualcosa. Qualcuno. Doveva trovarla, doveva seguire quel richiamo, attenuare quell'incessante voglia d'amore. Doveva saziare il suo animo,riappacificare il suo cuore, doveva incontrarla, doveva chiederle chi fosse davvero"


 Trama

Protagonista di questo romanzo è Aiyana, una giovane ventenne che da tre mesi si trova in ospedale. Al suo fianco, ad aspettare che si svegli, c'è la nonna Karla che le fa compagnia tutti i giorni. Proprio come un principe Ben, l'infermiere, vorrebbe baciare la bella ragazza addormentata per vederla aprire gli occhi. Ma a fermarlo sono delle rose ed una lettera, arrivate ad Aiyana durante il suo ricovero. 

"Alla mia donna. 
Questo mese non una rosa sul tuo petto
 ma solo una parola: non ho mai smesso d'amarti, ti aspetto."  


Cosa succederà al suo risveglio? chi ci sarà ad aspettarla? 
Nelle gelide giornate di Duluth, nel Minnesota, un fiore è pronto a sbocciare. Aiyana dovrà prepararsi a ripercorrere il suo passato e a riscoprire cos'è che le fa battere veramente il cuore.

Il mio parere

Il racconto si apre con una scena violenta, una ragazza viene sbattuta contro una parete da un uomo e perde i sensi. Immagino che la storia continui a parlare di violenza, invece quando entriamo in ospedale la storia si distende. Aiyana è lì sul letto, in coma, e le uniche due persone che si prendono cura di lei portano nella stanza una ventata di tranquillità. La nonna Karla sarà l'unica certezza e l'unica guida che la ragazza avrà al suo risveglio, perchè Aiyana non ricorderà nulla del suo passato. 

Ho trovato la storia molto tenera e leggera, nonostante affronti temi davvero importanti, come la violenza e il rifiuto da parte della famiglia. Mi è piaciuta l'assenza di rabbia e il messaggio che Diphylleia vuole trasmettere; abbiate il coraggio di amare e di amarvi, l'accettazione da parte degli altri prima o poi arriverà. 

La scrittura è semplice e scorrevole, tranne per qualche frase forse ancora un po' scolastica. Ma l'esordio di Valentina Bonci è un buon inizio, sa di cosa vuole parlare e come vuole farlo. 

mercoledì 7 giugno 2017

L'elenco telefonico degli accolli. Zerocalcare si sfoga.

"Ecco, te lo ricordi quel vuoto assoluto tutt'intorno?
E la paura. Il terrore che un posto
per te forse nel mondo
non esiste?"



Trama

L'elenco telefonico degli accolli è il sesto libro del fumettista romano Michele Rech, in arte Zerocalcare
Il volume raccoglie sedici storie che l'autore ha pubblicato sul suo blog personale. A legarle idealmente, è il viaggio che Zerocalcare compie verso il monte Fato con tutto il fardello degli accolli in mano che tenta di tenere in equilibrio. 

Il mio parere

Divorata nel fine settimana, questa raccolta è davvero geniale. Zerocalcare affronta tutti i piccoli grandi problemi che affliggono la nostra generazione, quella di cui faccio parte pure io. La generazione dei ragazzi nati negli anni '80, cresciuti a pane e Dragon Ball e non ancora schiavi del demone della reperibilità. Quest'ultimo è la grave calamità che si abbatte su quelli che ormai possiedono uno smartphone e sono iscritti ai social networks. Il fumettista si lamenta scherzosamente del fatto di essere sempre reperibile e del fatto che se una persona ti vuole rompere le scatole a tutti i costi, ti stalkera su tutte le app esistenti di messaggistica.



Nel suo viaggio verso un immaginario monte Fato, lo vediamo prendere il treno, fare la fila all'imbarco dell'aeroporto e lo vediamo anche partecipare al premio "Brega" (in realtà ha un altro nome ma a noi ci piace così). 
L'ormai fedele Armadillo che impersona la sua coscienza, lo segue ovunque sempre pronto a dargli una scrollatina nel momento del bisogno.     
Gli amici più fedeli verranno impersonati da strambi animali e personaggi della cultura degli anni '90 faranno capolino di vignetta in vignetta, insegnandogli a prendere la vita con filosofia. Molta filosofia. 


Quello di Zerocalcare è un viaggio nel quotidiano, pieno di insicurezze, di domande, di impegni e di smadonnamenti davanti al PC. Entrare nel suo mondo vuol dire ripercorrere tutti i miti che ci hanno accompagnato nella crescita. Ognuno di noi potrà ridere di fronte alle verità che il fumettista non ha paura di raccontarci. 

La sua vita, come la nostra, è piena di cose da fare che la maggior parte delle persone non immagina nemmeno. Se non hai un lavoro fisso non significa che passi le giornate sul divano a poltrire. E comunque le serie TV, i videogiochi ed i libri hanno la loro dignità ed hanno bisogno delle giuste attenzioni. 
Non lo pensate anche voi? 

lunedì 5 giugno 2017

Lolita in Love.

"Cosa so, di lui, in effetti? Nulla, se non che
mi fa sentire come una casa con tutte le finestre e le porte aperte,
anche quelle che conducono in stanze in cui
non è mai entrato nessuno."


Trama

La lolita innamorata è Rainbow Day, una ragazza di diciassette anni che ama scrivere e vestire seguendo la moda tutta kawaii delle lolita. Il dresscode prevede camicette ornate da preziosi ricami o corpetti con disegni molto particolari. Le gonne ampie devono arrivare fino al ginocchio e le scarpe, con la punta arrotondata, sembrano rubate ad una bambola. 

Pagina Facebook: Lolitadress

Ma Rainbow tiene questi abiti meravigliosi chiusi in un'anta del suo armadio, come se fossero qualcosa di cui vergognarsi. 
Riesce ad indossarli solo la notte quando va al parco per restarsene un po' da sola. 
In una delle sue uscite qualcosa cambia, Tristan spunta da dietro una siepe e decide di volerla conoscere a tutti i costi. Si becca però una spruzzatina di spray al peperoncino, Rainbow si è spaventata nel vederlo sbucare all'improvviso e l'ha attaccato così. 

Rainbow è una ragazza responsabile, a scuola si impegna molto ed è una buona amica. Ma la sua famiglia è stata stravolta dalla scelta di sua madre di lasciare tutti per poter girare il mondo con la sua macchina fotografica. Rainbow è talmente arrabbiata che non riesce ad esprimere quello che veramente prova e finisce col rovinare il rapporto con il suo fratellino Oliver e con la sua migliore amica Chloe. 

Il mio parere

Rainbow è davvero adorabile. La passione per la letteratura, per la poesia e per le parole che sanno di "vecchio" la rendono interessante e fanno sì che ogni adolescente fuori dal comune si possa rispecchiare in lei. Ama creare mondi immaginari e spesso ci finisce dentro tanto da non riuscire più a distinguere il sogno dalla realtà. 

Lolita in Love è un romanzo che si legge tutto d'un fiato e che non stanca mai. Restare in compagnia di Rain, Tristan, Chloe e gli altri personaggi è piacevole. Vedere la protagonista crescere ed affrontare i suoi problemi mi ha ricordato la mia adolescenza. Non è facile combattere con quello che si è e con quello che si vuole apparire. Questo romanzo ci insegna che liberare la rabbia e le paure è sempre la scelta migliore che si possa fare.

Teniamoci stretti i nostri sogni e non lasciamoci scappare le persone che amiamo solo perché non abbiamo il coraggio di affrontarle e di dirgli cosa pensiamo o proviamo veramente. 

Pagina Facebook: Lolitadress


Pamela Geroni ci ha regalato un romanzo elegante e fantasioso proprio come gli abiti della sua protagonista, è un vero peccato non leggerlo. 



"Non faccio nulla di che. Non mi spoglio nuda, mettendomi a ballare al chiaro di luna. Mi siedo sull’altalena e respiro. A volte riprendo a scrivere dal punto in cui mi ero interrotta nella mia stanza, facendomi luce con una pila. Oppure leggo il libro che ho portato con me. O penso a tutto, e a nulla,  finché l’ultima traccia di inquietudine si è placata e posso ritornare a casa.
No, non ho paura a starmene in piena notte in un parco abbandonato. A Fort Rose non accade mai niente. Per ogni evenienza, comunque, ho con me uno spray al peperoncino. Me l’ha regalato il nanetto, non so per quale ragione. Forse ritiene che anche una città come la nostra sia vulnerabile senza un supereroe a vegliare su di lei. In realtà, pur sapendo che sarei pericolosa solo per me stessa, con quella bomboletta in mano, averla mi fa stare più tranquilla. Mi è capitato di avvertire la fastidiosa sensazione di essere osservata. Del resto gli alberi sono pieni di uccelli notturni, e una volta ho scorto una civetta appollaiata su un ramo della quercia che sovrasta le altalene. Tutto questo per dire che no, nonostante il mio aspetto romantico, non sono una fanciulla suscettibile, che si spaventa per una sciocchezza.

Tuttavia, nell’istante in cui distinguo, nell’ombra, un paio di occhi decisamente umani posati su di me, urlo così forte che credo mi si squarcino i polmoni."



  

giovedì 1 giugno 2017

Librosità: vi presento le Pagine Viaggianti



"Do you know that books smell like nutmeg or some spice from a foreign land? I loved to smell them when I was a boy. Lord, there were a lot of lovely books once, before we left them go."


Nel mondo distopico di Fahrenheit 451, i libri sono proibiti ed una squadra di pompieri è sempre pronta a scovarli per poterli bruciare. Se foste dei bookeaters, degli appassionati lettori, che cosa fareste per poterli salvare? 

L'associazione romana Libra 2.0 ha già trovato una soluzione. In Italia molti libri finiscono al macero o vengono dimenticati in stanze polverose e lasciati morire, così la giornalista Monica Maggi ha dato vita alle Pagine Viaggianti. 
Grazie a questo progetto i libri vengono raccolti e distribuiti in giro per la capitale, riuscendo ad arrivare anche nelle altre province laziali. 

Ed è proprio grazie a questa iniziativa che la neonata associazione Demetra ha inaugurato martedì 30 maggio il suo primo bookcrossing. Situata nei vicoli del centro storico di Terracina, la sede di Demetra si è trasformata nel paradiso dei lettori. 



Se porti un libro con te, puoi prenderne un altro in cambio. Ma se ti stai avvicinando per la prima volta alla lettura e ti presenti a mani vuote, non ti preoccupare; prendi quello che vuoi ed inizia il tuo viaggio. 

Potete trovare libri di ogni genere, perfino in lingua inglese o tedesca. Grandi classici, gialli, thriller, libri per ragazzi e per bambini. Insomma, andate a dare un'occhiata. 
Il bookcrossing viene organizzato ogni 15 giorni, controllate la pagina Facebook dell'associazione per rimanere sempre informati e per scoprire quali sono le altre attività culturali che svolgono. 


"Un libro è un giardino che puoi 
custodire in tasca"


Il mio bottino

sabato 27 maggio 2017

L'ombra di don Calogero. Un racconto di Annalisa Pergolizzi.



Autore: Annalissa Pergolizzi
Pagine: 139
Formato: e-book
Prezzo: 0,99
Editore: self published












Trama


Clara La Rosa è una donna in carriera alla quale sembrerebbe non mancare niente. Ma un giorno, rientrando a casa, il suo passato torna a tormentarla; l'ombra di don Calogero la segue ancora. 

Dopo averci presentato la protagonista, la storia si sposta da Milano a Catania nel quartiere Picanello. Clara è cresciuta qui tra mille difficoltà e con il sogno di diventare una modista. Veniamo così catapultati nel racconto della sua infanzia fatta di violenze e di gravi disturbi alimentari. Il padre Federico è un uomo al servizio di don Calogero ed è pronto a vendergli le sue figlie per sdebitarsi con lui. 
Come ci è arrivata Clara a Milano? Lo scopriremo solo dopo mille peripezie e inseguimenti. 

Il mio parere

L'Ombra di don Calogero è un racconto lungo che si legge facilmente e che ci mostra una parte della città di Catania che non tutti conoscono. Dietro i bei negozi, i bei locali e le belle vie si nasconde un mondo crudele al quale sfuggire è difficile, se non impossibile. Grazie alla storia di Clara ho scoperto come funziona il traffico della prostituzione. Bambini e bambine vengono venduti dai loro genitori a don Calogero, come se fossero solo una cifra da restituire. L'infanzia per loro è solo un miraggio, gli sembrerà di poterla vedere fino a quando qualcuno non gliela strapperà di mano. 

Mettersi nei panni della protagonista non è per niente facile, ma soffrire per ciò che ha vissuto è automatico. L'autrice riesce a raccontarci la sua vita in tutta  la sua crudezza. I colpi di scena non ci lasciano un attimo di respiro, in questo racconto il male è sempre dietro l'angolo. 

Proprio per questo motivo il libro può risultare "poco rilassante". La tensione è continua, non abbiamo nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo che subito accade qualche altra sventura. 
Nonostante il racconto sia migliorabile sotto alcuni aspetti, la storia di Clara merita veramente di essere letta. Ci sono realtà che non riusciamo, o non vogliamo, vedere anche se ce le abbiamo sotto gli occhi. Questo racconto è un buon modo per guardare oltre le apparenze. 

sabato 20 maggio 2017

Wintergirls vs Ana e Mia.

"Non riusciva a sopportare l'idea che fossi malata.
Nessuno ci riusciva.
Volevano solo sentirsi dire che stavi guarendo, che eri in cura,
che un giorno sarebbe finita.
Se eri intrappolata nella malattia, avresti dovuto smettere
di fargli perdere tempo e crepare."

Instagram: @mystrangemeltingpot
Trama

Lia ha 18 anni, una famiglia divisa ed una malattia che la sta divorando; è finita nel vortice dell'anoressia.
Trasferitasi a casa del padre, e della sua seconda moglie (Jennifer), Lia deve seguire un programma molto preciso fatto di regole, di pillole e di visite psichiatriche; è uscita da poco dalla clinica dove è stata in cura.
Ma un evento improvviso le sconvolge la vita. Cassie, la sua migliore amica, muore in completa solitudine in un motel.

Il mio parere

Parlare di anoressia e di bulimia non è mai semplice. L'autrice di Wintergirls scava a fondo nell'animo di Lia mostrandoci la sua ossessione verso il cibo in modo crudo e duro.

"Il dolore dei tagli era diverso da quello che avevo dentro.
Mi aiutava a non pensare al fatto che
ero stata derubata del mio corpo,
della mia famiglia,
della mia vita..."

Cosa si cela dietro la disperata voglia di magrezza, dietro il conteggio delle calorie, dietro i vestiti larghi e i sorrisi finti?!?
Lia misura la sua forza interiore attraverso la sua resistenza al cibo. Più resiste e più si illude di essere in grado di superare tutto.
I traguardi sono numeri sempre più bassi segnati sulla bilancia, numeri che scendono giorno dopo giorno. Lia non si accontenta mai, Lia si vede sempre brutta, stupida, grassa.

L'unico suo appiglio è la sorellina Emma, che molto ingenuamente le lascia sempre qualcosa da mangiare. I bambini vedono molto meglio degli adulti.
E' proprio di questo che spesso ci si dimentica. Lia sa chi è suo padre, sa perché il matrimonio con la mamma è andato a rotoli e sa che lui non è cambiato. I silenzi, le bugie, gli abbracci mancati, le aspettative dei genitori; l'anoressia è tutto questo.
  
Un' anoressica è una ragazza cresciuta in fretta e in solitudine. Il corpo è il mezzo tramite il quale Lia grida aiuto. Quel corpo che sta per scomparire ha bisogno di essere nutrito di amore, ascolto e comprensione.



"La mia unica figlia stava morendo di fame
e io non riuscivo ad aiutarla.
Che genere di madre ero?"


L' autrice, Laurie Halse Anderson, non solo ci racconta in modo molto dettagliato tutto ciò che la protagonista vive ma riesce a farci capire anche quanto sia difficile per i genitori aiutarla.
Inoltre ,attraverso la storia di Cassie, scopriamo quanto l'anoressia e la bulimia possano essere pericolose per la salute di chi ne è affetto.


Wintergirls è un libro emotivamente forte che gela il nostro cuore per più di 300 pagine. Ma se davvero vogliamo vivere, c'è un sole dentro di noi pronto a riportare la Primavera.






mercoledì 17 maggio 2017

Kobane Calling. Zerocalcare lascia Rebibbia.




"Tutti uomini e donne che hanno
a cuore libertà e umanità,
oggi dovrebbero essere
a Kobane."



In questa graphic novel  Zerocalcare ci racconta il suo viaggio da Rebibbia a Mehser, un villaggio costituito da un centinaio di persone che si trova in Rojava (tra il confine turco e quello siriano). Poco distante da loro, a tre fermate di metro, si trova Kobane. Qui si combatte duramente contro l’avanzata dell’Isis.



Ma per il disegnatore romano si presenta subito un problema, ancora prima della sua partenza:

Chi glielo dice a mamma Zerocalcare?



Dopo aver accuratamente spiegato alla mamma il perché del suo viaggio, Zerocalcare ci porta direttamente all’interno del campo dove i combattenti possono riposare, e dove gli aiuti umanitari vengono smistati.

Il campo è gestito da una donna ed il messaggio che arriva dritto fino a noi è davvero importante. Siamo abituati a pensare che le donne islamiche siano tutte sottomesse e non in grado di decidere. A Mesher, invece le donne hanno degli incarichi di responsabilità. Sono donne decise a combattere per i loro diritti e decise ad insegnare agli uomini che cosa sia la libertà.


Ho adorato il modo in cui Zerocalcare ha saputo trattare un tema così delicato e spinoso allo stesso tempo. Oltre all’ironia che aiuta a sdrammatizzare, mi è piaciuta la contrapposizione tra la vita romana e quella del campo.

Riflettere su quello che per pigrizia ci rifiutiamo di fare ogni giorno (lavare i piatti, aiutare in casa) è importante, la cooperazione si insegna e si apprende in famiglia. Invece noi troppo spesso ce ne dimentichiamo. Quando il lavoro è svolto da più mani lo si finisce prima, con meno sforzo e sicuramente molto meglio.

Per costruire un mondo di pace e libertà ci dobbiamo rimboccare le maniche, ci dobbiamo organizzare e dobbiamo essere uniti.





domenica 14 maggio 2017

Angerwolf. Il ritorno dei lupi mannari




Titolo: Alfa-Angerwolf
Autore: Fabrizio Francato
Editore: Bellesi e Francato Publisching
Formato: e-book
Prezzo: gratis









Trama


Il protagonista di questo racconto è un ventenne, del quale non conosciamo il nome, che decide di scrivere un diario.
Decisione presa in seguito alla sconvolgente rivelazione che gli fa suo padre; appartiene ad una famiglia di lupi mannari.
Tutto ciò lo sconvolge ma lo entusiasma allo stesso tempo. Documenta sul suo diario tutte le trasformazioni che avvengono nel suo corpo e tutte le informazioni che riceve da suo padre.
Insieme viaggeranno verso Milano alla ricerca del luogo giusto dove la trasformazione potrà avvenire nel migliore dei modi, e dove il ragazzo potrà decidere di partecipare alla lotta per diventare un maschio Alfa.


Il mio parere

All'inizio ho odiato il protagonista; mi è sembrato un arrogante, un mezzo bullo, uno che le donne le vede come un oggetto monouso.
Poi però la storia si fa interessante ed è divertente vedere come la scoperta della sua vera identità lo interessi. 
Il diario si riempie di domande e di desideri, come quello di voler diventare un maschio alfa. Ed è proprio qui che capisci che forse il suo carattere è giustificato, il suo essere sprezzante gli sarà di aiuto quando dovrà affrontare il branco?

Questo non lo saprò fino a quando non acquisterò il seguito: Arena di sangue.
La fine del racconto ti lascia l'acquolina in bocca, la storia si interrompe sul più bello e si ha davvero voglia di scoprire come andrà a finire.
  






venerdì 12 maggio 2017

I kill giants, e voi?


Titolo: I Kill Giants
Autore: Joe Kelly
Disegnatore: JM Ken Niimura
Genere: rito di passaggio eroico
Prezzo: brossura 15 €, ebook 6,99 €
Pagine: 200
Editore: Bao Publishing



"Tutto ciò che vive muore. E' per questo che devi trovare la gioia nel vivere, mentre il tempo è ancora tuo, e non aver paura della fine."





Protagonista di questa storia è Barbara Thorson. Barbara frequenta la quinta elementare ed è una ragazzina decisamente fuori dal comune. Avete notato le sue orecchie da coniglio? E il suo martello con incisa una runa? Lui è Coveleski, Coveleski il martello ammazza giganti.




Ebbene si, Barbara è un'ammazza giganti. Ma non provate a contraddirla, potrebbe infuriarsi sputandovi in mano.
Le ragazze della sua età iniziano ad interessarsi alle stars della musica pop e della tv; iniziano a truccarsi e a farsi belle. Ma per lei ci sono argomenti molto più interessanti di una messa in piega. A casa, sua sorella Karen si fa in quattro per mandare avanti la famiglia dopo che il padre li ha abbandonati.

Lei  gioca a Dungeons & Dragons con Dave, suo fratello, ed i suoi amici. Passa le giornate a sacrificare animali (già morti) per fare in modo che il suo martello funzioni quando verrà il momento di affrontare il gigante.

Ma di giganti ne affronta già molti durante le sue ore scolastiche. Le bulle della scuola la perseguitano per via della sua fissa per i giganti. Secondo loro è solo una svitata, una pazza che merita solo di essere punita.


E la solitudine? Non è anch'essa un gigante che ci opprime e che giorno dopo giorno cresce a dismisura? Per affrontarla un martello non basta. Per affrontarla abbiamo bisogno di orecchie che ci ascoltano e di mani che ci rassicurano. La psicologa della scuola è disposta ad ascoltarla, invece la mano tesa pronta ad aiutarla la troverà alla fine del braccio di Sophia. 

Ma aprirsi completamente a qualcun altro quando si è vissuti in solitudine non è facile, figuriamoci come deve essere difficile affrontare dei giganti.
E questi giganti, chi sono?


Il mio parere

Questa storia segna il passaggio di Barbara dall'infanzia all'adolescenza, il periodo in cui i mostri decidono di farci visita anche di giorno.
Ho trovato la storia molto ben strutturata, più andiamo avanti nella lettura e più ci immergiamo nel mondo della protagonista. La comprensione di ciò che l'affligge non è immediata.
Accettiamo Barbara per quello che è, una ragazzina diversa dalle altre che se ne frega del giudizio degli altri e che ama Legolas invece che una pop star (come darle torto?!?).
E' un personaggio forte, divertente e convincente. Cosa volete di più?

Dietro tutta questa corazza, dietro tutto questo bel caratterino si nasconde la vera natura di Barbara. E quando i sentimenti vengono fuori, la storia prende tutta un'altra piega. Scopriamo la tenerezza infinita e l'amore per la famiglia.
Chi ce lo dà il coraggio di uscire durante una tempesta ad affrontare un mostro, di cui conosciamo solo il nome, se non l'amore. L'amore per se stessi e per le persone a cui teniamo.


I Kill Giants merita un posticino nella vostra libreria, è un manuale di sopravvivenza da consultare quando il cielo tuona.