mercoledì 29 marzo 2017

Lions di Bonnie Nadzam


"Non c'era niente, tranne il vento e un sole bianco. Era come non essere da nessuna parte, persi nel nulla. Sotto i piedi il vuoto. A Lions non c'era futuro."




Trama


Lions è un romanzo di Bonnie Nadzam ambientato in una solitaria cittadina del Colorado.
A Lions l'aria ha l'odore aspro del fallimento ed il sole illumina campi sterminati dove non cresce mai l'erba. I mattoni rossi dello zuccherificio in decadimento sono il simbolo della speranza ormai perduta di una cittadina che aveva fatto sogni di grandezza e si era ritrovata a vivere un incubo.

All'inizio del romanzo incontriamo un viandante, una figura scura e ammantata di mistero, che viene accolto da John Walker e dalla sua famiglia. Lo straniero porterà a Lions la morte, ed arricchirà il bagaglio pieno di misteri che la cittadina si porta con sé.
Il primo a morire sarà proprio John che lascerà a suo figlio Gordon la responsabilità dell'officina dove da generazioni, gli Walker, lavorano il metallo.

Gordon è un giovane ragazzo che sogna di andare al college con Leigh, la sua ragazza. Leigh lavora al diner con sua madre May per mettere da parte i soldi che le serviranno per la nuova vita.
Ma la morte improvvisa del padre sconvolge i piani del ragazzo e lo costringe a farsi carico di un compito che John svolgeva segretamente.

Secondo una leggenda, un antenato degli Walker salvò un uomo ferito che stava attraversando le montagne a nord di Lions portandolo in una capanna. Ogni due settimane quest'uomo tornava nella capanna a portare cibo e legna al ferito. Questo compito è passato di generazione in generazione ed ora tocca a Gordon svolgerlo.

L'amore tra Leigh e Gordon verrà sporcato dalla polvere del fallimento che li costringerà a prendere delle decisioni.
In un luogo come Lions le decisioni da prendere sono solo due: restare o andarsene.

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Il mio parere


Lions è il secondo romanzo sfornato dalla neonata casa editrice Black Coffee, che porterà in Italia la narrativa nordamericana contemporanea.

Se è vero che ognuno di noi legge se stesso nelle storie che gli vengono raccontate, allora io sono un'abitante di Lions.
Nella narrativa americana è facile trovare romanzi che ci parlano di luoghi vuoti, disperati e del riflesso che poi ritroviamo nell'animo di chi ci vive. Penso ai paesaggi di Faulkner e penso anche al giovane Gatsby che, nato da genitori contadini del nord Dakota, fugge sperando di diventare un uomo di successo; ma il seme del fallimento è piantato in lui e non l'abbandonerà. Penso a John Steinbeck:


"Il fallimento è uno stato mentale. E' come una di quelle trappole che scava nella sabbia il formicaleone.
Si continua a scivolar giù. Ci vuole un bel salto per uscirne. E lei deve fare quel salto, Eth.
Una volta fuori, si accorgerà che anche il successo è uno stato mentale." 


Leggendo Lions mi accorgo che in realtà l'America rurale, l'America dimentica non è poi così diversa dal posto in cui vivo.
Edifici lasciati a morire, bar più o meno vuoti, botteghe che offrono quello che possono, un falegname, un carrozziere e tante storie di fantasmi.
E' questo il luogo che chiamo casa, è questo il luogo che mi costringe a chiedermi sempre. "Resto o me ne vado?".

Scegliere non è per niente facile. Non lo è per me come non lo è per Gordon e Leigh ed è proprio per questo motivo che nascono le incomprensioni, gli scontri.
Ho amato il modo in cui Bonnie Nadzam riesce a mostrarci i diversi punti di vista. Ogni abitante con il suo modo di essere e con le sue scelte ci mostra quali sono le strade possibili, ci mostra dove ci porteranno le nostre di scelte.


"Se ricevi un po' di grazia in questo mondo, ne diventi responsabile. Devi coltivarla. Tenerla in vita. Nessuno mai lo farà al posto tuo." 


Lions è un romanzo bello e dannato, è un romanzo che ti scava dentro e ti costringe a riflettere. Lions ti ricorda chi sei e prova a mostrarti chi sarai.



mercoledì 8 marzo 2017

Il paese delle stelle nascoste


"La nostra vita è un viaggio
nell'inverno e nella notte,
cerchiamo il nostro cammino
nel cielo dove nulla risplende"


Sara Yalda, è una giornalista iraniana che vive in Francia dall'età di otto anni. Ci è arrivata a causa del divorzio dei suoi genitori.
Sara trascorre le vacanze nel suo paese natale fino a quando smette definitivamente di tornarvi, la rivoluzione è iniziata. 

Trama


Il paese delle stelle nascoste è un diario di viaggio, il ritorno a casa di Sara dopo ventisette lunghi anni.
L'Iran è un paese islamico e Sara parte sapendo di dover osservare delle leggi non solo culturali ma anche imposte dallo stato.
Sa che dovrà indossare il velo e la Rupush (un grembiule che copre le forme del corpo) e che non potrà truccarsi o essere appariscente. Ma sull'aereo che la condurrà a Teheran incontra un'amica di famiglia che è tutt'altro che invisibile. Sara capisce allora che qualcosa nel suo paese è cambiato.

Nella tranquillità dei luoghi del suo passato e nel caos di Teheran scoprirà cosa c'è di nuovo nella sua Persia e cosa invece non è mutato.
Gli iraniani sono un popolo costretto alla dualità. La durezza delle leggi e la loro cultura li obbligano ad essere, di giorno o nei luoghi pubblici, dei perfetti musulmani; di notte, invece, ed al riparo dagli occhi degli altri danno sfogo a tutte le loro repressioni.
I ragazzi danno feste, comprano alcohol (illegalmente) e indossano abiti occidentali. Le donne sono molto attente alla cura della bellezza, sono attente soprattutto al loro viso, l'unica parte del loro corpo che rimane sempre scoperta. Così trucco e ritocchi estetici divengono per loro fondamentali.

In mezzo a così tanta contraddizione, Sara inizia a sentirsi estranea a casa sua. I famigliari, gli amici, gli sconosciuti; tutti le parlano di un Iran che lei non conosce. Sanam, una giornalista, le dice che c'è anche un lato positivo nelle leggi severe. L'obbligo di portare il velo ha permesso alle donne di studiare, di iscriversi all'università e quindi di poter uscire dall'ambiente familiare. Il velo fa sentire i padri più sicuri perché rende le loro figlie meno vulnerabili.   

La condizione della donna iraniana è comunque pessima perché una donna conta la metà di un uomo e nonostante studi, il suo futuro in Iran sarebbe comunque quello di moglie e madre.

Il velo che avvolge il capo di queste donne è in realtà solo la parte visibile del velo che avvolge tutto il popolo iraniano, un popolo costretto a vivere due vite; la vita pubblica li condanna ad indossare una maschera, quella privata li libera da ogni artificio.

Shirin Neshat

"Nascondersi sotto un velo non è un gesto qualsiasi.
Si diventa davvero qualcun altro."


Il paese delle stelle nascoste è il viaggio che Sara compie alla ricerca di se stessa ma è per noi un viaggio verso un paese poco conosciuto che da regalare ha molto.
In un libro di sole 180 pagine ho scoperto luoghi pieni di spezie, dolci, profumi e canzoni.
Ho scoperto anche la bellezza dei colori della moschea di Isfahan che non abbandona mai un musulmano, nemmeno quando sceglie di vivere in un altro paese.   





lunedì 6 marzo 2017

Un battito negli abissi

L'Inferno non è un luogo astratto, l'Inferno è il posto dove finiamo quando proviamo dolore. E se quel dolore deriva dai maltrattamenti subiti da una persona di cui ci fidiamo, l'Inferno diviene un abisso senza fine nel quale scorgere un piccolo bagliore di luce diviene cosa ardua.




Con il romanzo Un battito negli abissi, Antonella Tafanelli cerca  di portare luce.
La protagonista è Margherita, una giovane donna  con un passato fatto di violenze. 
Margherita ha messo la parola fine ad una vita di sofferenze, ma risalire le pareti dell'Inferno non sarà per lei semplice.
Un battito negli abissi è un romanzo nel quale la violenza non ci giunge in modo crudo, quasi non la vediamo. Quello che ci viene mostrato è il cambiamento che lascia nella personalità della protagonista.




Come si comporta una donna che ha subito violenza? Come si rapporta con un uomo?

Sono queste le domande alle quali risponde l'autrice, tutto ciò che Margherita fa è il frutto marcio di un rapporto sbagliato. Margherita è impulsiva ma allo stesso tempo cerca di tenere tutto sotto controllo.


L'uomo con il quale mette alla prova se stessa è Marco. Un affascinante architetto. Su di lui ricadranno tutti i pregiudizi che una donna ferita ha verso chi potrebbe schiacciarla di nuovo.
Ma Marco è un uomo mite, un uomo che non chiede e che sa aspettare. Marco entra nella sua vita in punta di piedi ma ben intenzionato a restarci.


Margherita ha sempre mille dubbi, si piace ma basta poco per farle crollare l'autostima; ha voglia di uscire con l'uomo dal quale è attratta ma il panico l'attanaglia. Il futuro per lei non esiste, è offuscato dal fumo del passato burrascoso nel quale sono bruciate tutte le sue certezze.


"Puoi viaggiare, avere la compagnia giusta,
visitare posti meravigliosi, ma se il tuo cuore non è in pace
non vi sarà orizzonte da contemplare e nel quale perdersi,
perché chi si è perso non si ritrova in nessun spazio,
per quanto ce ne sia. "


Ma quando nell'abisso del cuore un battito risuona è impossibile non sentirne l'eco, è un colpo di tamburo che ti scuote dalla testa ai piedi. Margherita lo sa, e sa che quel colpo ha permesso alla luce di entrare nel suo Inferno e di sciogliere il lago ghiacciato al suo interno.

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