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mercoledì 8 aprile 2015

Liberi di leggere

Io leggo perché. Si chiama così un'iniziativa dell'Associazione Italiana Editori che ha messo a disposizione 240mila libri, divisi in 24 titoli, che i "messaggeri" regaleranno il 23 aprile durante la giornata mondiale del libro. Mi sono iscritta qualche mese fa sul sito ed ho ritirato il mio kit in una libreria Mondadori.

 
 
Fortunatamente ero la prima a ritirare il kit e così il libraio mi ha lasciato scegliere i titoli. Sono sei copie di "Come un romanzo" di Daniel Pennac e sei di "L'uomo che leggeva romanzi d'amore" di Luis Sepúlveda. 
Siccome sono una book addicted non sono riuscita a tenere i libri chiusi nella busta. Li ho annusati, sfogliati e adorati come si fa con gli dei e, alla fine ho divorato Pennac.
In questo saggio l'autore affronta il problema dell'approccio alla lettura da pare dei ragazzi. E' una guida per i genitori, per i professori o semplicemente per chi diffonde la cultura. Allora mi chiedo come mai questo libro sia finito nella lista di #ioleggoperché!?! Sarebbe stato perfetto come guida ai messaggeri che devono diffondere il loro amore per la lettura. Purtroppo però la campagna dell'iniziativa è sbagliata. Come si fa a convincere qualcuno che non ha mai letto niente a sedersi su una poltrona per più di un'ora con un'oggetto che crede sia inutile? Per #ioleggoperché i messaggeri dovrebbero forzare migliaia di persone.
 

 
Pennac invece ci esorta a fare il contrario. La lettura non deve essere un obbligo e tanto meno una punizione. L'unico modo per seminare il germe della lettura è quello di aprire un libro e leggere ad alta voce alla persona a cui vorresti trasmettere la tua passione. I bambini amano le fiabe raccontate prima di andare a letto. Se continuerete a leggere ai vostri figli aumenterete in loro la voglia di conoscere altri mondi. L'immaginazione va continuamente alimentata. Un libro è fatto di parole e le parole prendono vita quando riusciamo a sentirne il suono.
 
"Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da se stessi."
I libri mi salvano sempre da me stessa. Avere una biblioteca è un po' come avere sempre le risposte giuste. Per ogni momento della vita c'è un libro adatto. Basta saper scegliere e lasciarsi trasportare.
Io, come tutti, amavo ascoltare mia madre che mi leggeva Biancaneve prima di andare a letto. Avevamo un solo libro di fiabe ma io e mio fratello non  ci stancavamo mai di ascoltarle.
Se oggi leggo lo devo a lei ed ai miei nonni che mi hanno regalato i primi libri di Stephen King (il mio autore preferito). Mio nonno leggeva molto e quando penso a lui lo vedo seduto sulla sua sedia preferita con gli occhiali sulla punta del naso. Chiudeva il libro solo per fare qualche battuta e vederci sorridere. Se fosse ancora vivo mi sarebbe piaciuto potergli consigliare qualche libro e discuterne insieme.
 
"Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà. Noi siamo abitati da libri e da amici." 

 Avere qualcuno con cui condividere le emozioni della lettura è importante ed è estremamente bello sapere che c'è qualcuno che ama le tue stesse letture. Ci si sente meno soli ed incompresi.
Io spero di poter regalare i libri di #ioleggoperché a chi non li può comprare e a chi può apprezzarne il valore. I potenziali lettori non vanno convinti, vanno istruiti. Io nel mio piccolo sono riuscita a far nascere la voglia di leggere ad alcune persone. Se si conosce bene una persona si è capaci di scegliere il libro giusto.
 
"E' una tristezza immensa, una solitudine nella solitudine essere escluso dai libri. Anche da quelli di cui si può fare a meno." 

Non posso immaginare la mia vita senza libri. Senza luoghi e persone inventate che nel momento della lettura diventano reali. Immaginare vuol dire vivere e vivere è immaginare. Lasciatevi contagiare da questo virus e lasciatevi trasportare in altri mondi. Siate sempre pronti a viaggiare.

 


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