lunedì 10 aprile 2017

La Santa piccola


"A volte sembra che tiene paura di correre, ed è brutto quando
hai paura di correre perché rimani indietro agli altri
che ti superano e si pigliano tutto quello che è tuo,
anche la gioia."



La vita dei diciassettenni Mario, Lino ed Assia corre sfuggendo dalle loro mani.
Sono nati a Forcella, un quartiere di Napoli che odora di muffa, di gas, di fallimento e di morte.
I cassetti di questi tre ragazzi sono pieni di sogni e di responsabilità. In un quartiere che sa di periferia si cresce presto. A Lino è stato ucciso il padre con tre colpi di pistola e sua madre è depressa, Assia vuole sfuggire alle logiche della sua famiglia che la vedrebbero sposata con un uomo ricco, Mario invece "aiuta" la famiglia prostituendosi. 

Nemmeno l'amore a Forcella è immacolato. Assia accetta che Lino abbia poco rispetto del suo corpo, è così la  violenza viene tollerata e resa parte integrante della vita. Mario accetta di prostituirsi e trascinerà con sé anche Lino, il suo amato Lino.
L'omosessualità al sud è culturalmente inaccettabile e per i ragazzi è un vero e proprio tabù. Lino capisce infatti che il suo amico tenta in tutti i modi il contatto fisico ma lo ignora e Mario non accetta il suo essere gay:


"Io non so che c'ho che non va, non so perché Lino mi piace.
A me non mi piacciono gli altri maschi,
mi piace solo lui."


Vincenzo Restivo ci trascina per le strade di Forcella in sella ad un motorino, rigorosamente senza casco, e ci mostra tutto quello che gli adulti fanno finta di non vedere. Restivo ci mostra i figli del sud condannati ad una crescita veloce e perciò violenta e pericolosa.
I figli del sud sono costretti a fare subito i conti con la morte e con la durezza della vita. Cosa succede ai nostri ragazzi quando escono dal portone di casa? Come vivono l'amore? Cosa sognano?

L'autore risponde a queste domande con molta franchezza, la sua scrittura è vera e dipinge un quadro difficile da guardare. Difficile perché la verità è tagliente e colpisce alle spalle.

Forcella-San Gennaro di Jorit Agoch

Assia, Lino e Mario sono però dei piccoli "Santi" perché riescono a sopravvivere in un luogo dove ci sono poche possibilità di salvezza.
L'unica speranza che nutrono è quella di un miracolo, ecco allora che compare Annaluce. "La santa piccola" è l'unico sole che illumina il quartiere ed attraverso di lei l'autore cerca di spiegarci l'amore che il popolo napoletano nutre per tutto ciò che ha odore di santità.

"E ai miracoli ci credono tutti
perché tutti ne hanno bisogno."


La Santa piccola è una storia racchiusa in poco più di cento pagine che però riesce a coinvolgerti, e sconvolgerti, da subito.
Questo libro ci insegna che le tematiche LGBT si inseriscono nel racconto del quotidiano perché ne fanno parte a pieno diritto.



Ringrazio Milena Edizioni per avermi permesso di leggere questo piccolo gioiello che fa parte della collana di narrativa LGBT.


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